Mandelli, Importante la presenza di Infermieri


Roma, 3 ago – La Federazione degli Ordini dei Farmacisti (Fofi) e’ intervenuta sull’approvazione del decreto legislativo ”Individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, nonche’ disposizioni in materia di indennita’ di residenza per i titolari di farmacie rurali”, che detta le linee delle nuove attivita’ rivolte al cittadino da parte delle farmacie di comunita’ dicendosi.
”Sarebbe scorretto esprimere un giudizio su un testo di legge che non e’ ancora noto nei dettagli – premette Andrea Mandelli, presidente della Federazione – siamo soddisfatti nell’apprendere che sono state accolte molte delle proposte che gia’ nel 2006 la Federazione aveva avanzato per aumentare l’integrazione e le funzioni della farmacia in seno al servizio sanitario, per esempio la partecipazione all’assistenza domiciliare integrata e alle cure palliative.

Pero’, sempre restando alle prime notizie, sembra sia stata ridotta la possibilita’ per la farmacia di avvalersi di personale infermieristico, anche se fino a poco prima del Consiglio dei Ministri del 31 luglio era dato per certo che nelle farmacie potessero operare degli infermieri professionali”.

”Non conoscendo nei dettagli il testo approvato – spiega Mandelli – posso ripetere che, a nostro avviso, la presenza dell’infermiere avrebbe permesso alla farmacia di intercettare i bisogni dei cittadini senza sottrarre funzioni e competenze del medico prescrittore ma, anzi, dare immediata attuazione alle sue specifiche indicazioni. Infatti, se il medico prescrive un antidolorifico iniettivo, per esempio, oggi il paziente puo’ cercarsi da solo un infermiere per praticare l’iniezione, cosa difficile, o rivolgersi al vicino di casa piu’ o meno ‘esperto’, che e’ oltre che sbagliato, pericoloso”.

Una farmacia che si avvalga di un infermiere, conclude Mandelli, ”potrebbe invece offrire un servizio rapido, sicuro e professionale, e soprattutto senza alcun onere per lo Stato. Non vorrei che su un eventuale rifiuto di questa ipotesi pesi il timore di alcuni che il farmacista voglia mettersi a fare diagnosi e prescrizioni: non e’ legalmente possibile, non rientra nelle nostre intenzioni e nemmeno nei nostri interessi”.


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