Federfarma Puglia, Chiarezza e Concorsi Tempestivi e Regolari


(ASCA) – Roma, 6 ago – ”Spero che gli organi competenti facciano presto chiarezza e nel caso il loro sospetto fosse confermato individuino le responsabilita’ degli amministratori e dei farmacisti coinvolti. Sono anni che denunciamo i gravi ritardi di alcune Regioni nell’espletamento dei concorsi, ritardi che possono dar luogo a irregolarita’ nella assegnazione delle farmacie”. Cosi’ Annarosa Racca, presidente di Federfarma, commenta le notizie sull’acquisizione di documentazione da parte del pubblico ministero Desire’ Digeronimo presso la Regione Puglia nel corso di indagini volte a verificare se siano state pagate tangenti in cambio di una legge fatta ad hoc dalla Regione Puglia nel 2007 per assegnare 14 farmacie a farmacisti che non avevano i requisiti idonei.

In una nota Federfarma riassume l’intera vicenda: ”Nel ’99 la Regione indice un concorso per l’assegnazione di 14 sedi farmaceutiche vacanti. In attesa dei risultati del concorso il sindaco assegna provvisoriamente (la cosiddetta gestione provvisoria) le sedi vacanti a 14 farmacisti. Al concorso tali 14 farmacisti non risultano idonei. I vincitori del concorso ottengono la titolarita’ della farmacia (subentrano regolarmente ai gestori provvisori pagando l’indennita’ di avviamento ecc, come previsto dalla legge).

Nel 2007 una legge assegna nuove sedi farmaceutiche resesi nel frattempo disponibili in assenza di nuovi concorsi.

Inopinatamente la legge indica come requisiti per tale assegnazione proprio i requisiti in possesso dei 14 farmacisti (gestione provvisoria proprio in quel determinato arco di tempo, ecc.). Gli ex gestori provvisori – a differenza dei vincitori del concorso – possono anche scegliere la sede piu’ redditizia. Contro la legge ricorrono singoli farmacisti, Ordine dei farmacisti e Fofi”.

Nel 2008, prosegue la nota di Federfarma, ”una legge della Regione Puglia modifica il rapporto tra numero delle farmacie e degli abitanti e aumenta (di circa 40 unita’) il numero delle farmacie sul territorio. Su tale legge il Consiglio dei ministri del 1* agosto 2008 decide di adire la Corte Costituzionale (in quanto le norme che riguardano la proporzionalita’ tra numero di farmacie e numero di abitanti toccano uno dei principi cardine del servizio farmaceutico che, in quanto principio fondamentale, e’ riservato alla legislazione dello Stato).

L’aumento del numero delle farmacie pugliesi non risponde a reali necessita’ dei cittadini e del servizio farmaceutico.

Potrebbe essere dettato dal desiderio di tacitare le proteste dei farmacisti penalizzati dalla legge del 2007”.


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