Lettera Aperta a Federfarma di Sabina Scaccianoce


Cara Federfarma Nazionale,

sono una farmacista dipendente di farmacia privata, ti scrivo per chiedere il
Tuo aiuto affinchè, attraverso i Tuoi potenti mezzi, possiamo insieme spiegare
a tutti i cittadini che esistono ” FARMACISTI” e farmacisti !

Mi spiego meglio:
spesso il CLIENTE-PAZIENTE che entra in una delle tue innumerevoli
farmacie pensa che il suo interlocutore che sta dietro il
banco, solo perchè indossa un camice bianco e il caduceo di appartenenza
all’Ordine Professionale, sia direttamente collegato alla proprietà della
farmacia o quantomeno ai suoi utili ( cioè ad una anche se minima percentuale
legata alla vendita dei singoli prodotti ! ) !

ASSURDO……!!!!!! Vero, ma come dargli torto ….!!!!????

Dei FARMACISTI si parla sempre come “quelli” appartenenti ad una CASTA, come
quella dei MEDICI, dei NOTAI ecc,ecc…
Si parla dei FARMACISTI come di PROFESSIONISTI DEL FARMACO E DELLA SALUTE che
si dedicano AL SERVIZIO DEL CITTADINO 24h su 24h grazie alla presenza
capillare su tutto il territorio nazionale delle proprie FARMACIE.

Può mai pensare il cittadino medio che chi più spesso si trova davanti, a
dedicargli la sua eperienza e la sua professionalità, è invece un semplice
“farmacista collaboratore” che guadagna meno di 9,00 euro l’ora (con questi deve
pure pagare obbligatoriamente Ordine , ENPAF e CORSI ECM ….) e che alla fine,
come tanti milioni di semplici lavoratori anche lui, povero farmacista, già da
parecchi anni non arriva più alla famosa TERZA SETTIMANA !

Ecco perchè, CARA FEDERFARMA, oggi mi sono decisa a scriverTI per chiederTI
di aiutarmi a spiegare ai milioni di cittadini che si affidano giornalmente a
noi semplici “farmacisti dipendenti” che i FARMACISTI NON SONO TUTTI UGUALI e
che noi anzi, anche se laureati, ci sentiamo spesso PROFESSIONISTI di SERIE
C (siamo professionisti negli obblighi ma contemporaneamente lavoratori sempre
meno tutelati e non solo economicamente ! ).

Probabilmente la difficoltà e l’incomprensione del PIANETA FARMACIA nasce già
dal tipo di Contratto Nazionale che abbiamo, legato incomprensibilmente al
COMMERCIO e non, come i più logicamente sono portati a pensare, alla SANITA’ .

Mi rivolgo a Voi COLLEGHI DI FEDERFARMA proprio per far capire al cittadino
che entra nelle Vostre Farmacie che il CCNL applicato ai vostri “colleghi
dipendenti” è un contratto alquanto vergognoso e sempre più, ad ogni tardivo
rinnovo, poco dignitoso per una categoria di professionisti che si rispetti !!!

Come spiegare al semplice cittadino che si affida ogni giorno di più alla
professionalità e al servizio di noi semplici dipendenti, professionisti del
farmaco e della salute, che hanno di fronte un professionista-lavoratore
disagiato e preoccupato come tanti altri che come lui “SOPRAVVIVONO” con una
media di 1.300 euro al mese?

Su questo ultimo punto “CARA FEDERFARMA” , faccio autocritica in quanto
ammetto che noi dipendenti non riusciamo per motivi probabilmente logistici ma
ancor più per mancanza di coraggio a lottare per difendere i nostri diritti
e migliorare le nostre realtà lavorative come fanno tutte le altre categorie
che si rispettano!

Ma io che questo lavoro amo, che in questo lavoro credo e che per questo
lavoro ho passione mi rivolgo a Te “Cara Federfarma” e Ti scrivo appunto perchè il mio unico
desiderio è ridare dignità ad una categoria di Vostri Colleghi che svolge il
proprio lavoro con immensa dedizione ma in “colpevole silenzio”.

Si, per tutti quei colleghi che vivono nel silenzio il loro disagio
professionale in quanto si sentono dei professionisti alquanto PRECARI ( noi
il “famoso” art.18 non l’abbiamo mai avuto a tutela del nostro lavoro,cioè siamo facilmente sostituibili!) ho
deciso di riprovare a riportare un pò di attenzione sulla nostra “CATEGORIA
DIMENTICATA” ,come ebbi già modo di chiamarla qualche anno fa !

Spero che questo mio appello a Te “Cara Federfarma”, possa suscitare al più presto azioni concrete volte a migliorare il grave disagio economico che noi, vostri colleghi farmacisti stiamo subendo già da diversi anni ed aumenta sempre pìù ad ogni ritardo per il rinnovo contrattuale (32 mesi la volta precedente e siamo già a 20 mesi per questo che stiamo aspettando!).
Un rinnovo celere e soprattutto dignitoso sono certa porterebbe ad una maggiore serenità nella nostra vita e migliorerebbe quel bisogno di dignità e rispetto reciproco tra dipendenti e titolari che pur nella diversità dei ruoli è principio fondante di ogni rapporto umano.

Un cordiale saluto a voi tutti colleghi di Federfarma Nazionale.

Catania 11 settembre 2011 Dott.ssa Sabina Scaccianoce


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