Giulianova, farmacia comunale in vendita. “Il cittadino Governante” ribadisce il suo no


GIULIANOVA. «La farmacia comunale non va venduta o almeno lo si faccia a condizioni più vantaggiose».

L’associazione culturale “Il Cittadino Governante” di Giulianova torna a farsi sentire sulla decisione del Comune di mettere in vendita la farmacia comunale e le aree destinate alla costruzione di alloggi a basso costo, per ripianare un buco finanziario di oltre quattro milioni di euro.

«La farmacia è una fonte di guadagni per Giulianova», ha dichiarato l’associazione, «offre servizi importanti per la cittadinanza e la sua vendita non può ripianare i buchi finanziari del Comune. Se proprio l’amministrazione volesse venderla dovrebbe, almeno, realizzare un lauto introito. Ci sono altri modi per far fronte al buco e poi una buona fetta della popolazione ha detto no alla raccolta di firme per la salvezza della farmacia comunale».

Anche l’Assofarm (Associazione Nazionale che associa e rappresenta tutte le farmacie comunali d’Italia) era intervenuta sulla questione difendendo l’importanza della farmacia comunale «come garanzia di una giusta e sana concorrenza tra pubblico e privato».

Comunque vadano le cose, “Il Cittadino Governante” chiede almeno che il Comune indichi un prezzo di base d’asta maggiore per la vendita (4 milioni di euro) anziché due milioni e mezzo, una gara in presenza di almeno due offerte e non di una e più tempo per portare sia la Regione che l’Italia a conoscenza del bando, favorire una maggiore partecipazione alla gara e dare il tempo ai potenziali partecipanti di organizzarsi nel reperimento del denaro necessario.

«E’ autolesionistico», dice l’associazione, «aggiudicare la gara anche con un solo partecipante (la svendita della scuola elementare Acquaviva quando ci fu un solo partecipante) lo dovrebbe aver insegnato. Occorre garantire una conoscenza maggiore a livello regionale e nazionale della notizia della vendita per avere una vera competizione tra le offerte. Visto che possono partecipare solo farmacisti vanno informati tutti gli ordini dei farmacisti sul territorio nazionale e non solo quelli abruzzesi».

Le richieste non finiscono qui. Nel caso di vendita, secondo l’associazione, «andrebbe favorita la creazione di società di giovani farmacisti disoccupati ma in possesso dei titoli previsti ed il bando dovrebbe indicare l’entità del volume di affari annuali della farmacia, il fatto che si trova in una città balneare, in centro e con facilità di parcheggio».


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