Nostalgie novembrine


Spesso è una azione interessante quella di rileggere i vecchi giornali, le dichiarazioni rilasciate mesi prima, gli articoli oramai impolverati. Dovrebbe essere un esercizio quotidiano di ogni personalità pubblica, o dirigente di medio/alto livello. Rileggendosi si possono migliorare le proprie dichiarazioni, evitare di commettere gli stessi errori ed infine si possono perfezionare addirittura le proprie capacità divinatorie. Ad esempio, ritengo interessante rileggere le richieste e le speranze che nel tardo Novembre (2011), Fofi, Farmindustria e Assobiomedica, facevano all’allora nuovo Governo. Era la prima settimana in cui si era insediato il Governo tecnico, e si pensava all’effetto “volano” che bisognava innestare. Si parlava di certezza delle regole, di sostenibilità economica e di tante altre priorità. Ed ecco a voi: Mandelli (Fofi), Scaccabarozzi (Farmindustria) e Rimondi (Assobiomedica).

Andrea Mandelli, presidente Federazioni Ordini dei Farmacisti

“Non fermare le iniziative di ammodernamento della sanità”

Il primo auspicio è che non vengano fatte cedere le iniziative di ammodernamento della sanità che sono sul tavolo. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti, e ce lo ha riconosciuto recentemente anche l’ex ministro della Salute Livia Turco, si è sempre impegnata perché si arrivasse a una riforma razionale del servizio farmaceutico. Ci auguriamo dunque che questa sia anche la logica del nuovo governo, cercando soprattutto di operare tenendo in considerazione le motivazioni concrete che hanno portato alla nascita del servizio farmaceutico: offrire ai cittadini l’accesso al farmaco in modo equo e uniforme; garantire la sicurezza attraverso la presenza del professionista all’atto della dispensazione, ma anche dopo, con l’attività di assistenza al cittadino e attraverso l’attività di farmacovigilanza. Infine, come ribadito dalla Sentenza della Corte di Giustizia europea, affidare la farmacia – che è un presidio sanitario e non un esercizio commerciale – a un professionista capace di agire in scienza e coscienza, libero dai condizionamenti commerciali. Riteniamo che questi siano ancora i punti di riferimento per procedere a un ammodernamento del servizio che tenga in considerazione soprattutto le esigenze dei cittadini.

Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria

“Avviare una reale collaborazione”

L’Italia sta affrontando una crisi drammatica, forse una delle pi gravi della storia. Per questo è necessario un grande senso di responsabilità da parte delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali. Solo con una reale e fiduciosa collaborazione sarà possibile superare insieme una fase così delicata. Lo si deve al Paese, ai cittadini e, per quanto riguarda le industrie farmaceutiche, alle 67 mila persone che ogni giorno ci lavorano. In un momento di difficoltà per la sostenibilità economica del sistema non sarà- possibile pretendere pi risorse. Si possono di certo però allocare meglio e recuperare le inefficienze, che sono ancora molto diffuse nella sanità italiana. È giusto provare a porvi rimedio. Le industrie farmaceutiche lo stanno facendo da anni. Ma questo non può bastare. Per puntare alla crescita occorre garantire stabilità del quadro normativo e certezza delle regole. E per consolidare gli investimenti in Italia e attrarne di nuovi è necessario potenziare gli incentivi per la ricerca e l’innovazione, premiando così l’eccellenza e il merito.

Stefano Rimondi, presidente Assobiomedica

“Ora indispensabile sfruttare le potenzialità del settore”

È già altissimo il prezzo che la sanità italiana ha pagato negli ultimi anni a causa delle diverse manovre messe a punto – spesso frettolosamente – nel tentativo di arginare la crisi economico finanziaria e non esserne travolti. La situazione politica delle ultime settimane ci ha dimostrato che la soluzione ai problemi del Paese non è dietro l’angolo e che arduo sarà il compito che il nuovo Governo dovrà assolvere con scrupolosità e rigore. Siamo assolutamente consapevoli dell’improrogabilità di misure che portino il Paese a raggiungere nel 2013 l’agognata stabilità, ormai condicio sine qua non per la tenuta dell’Italia, dell’euro e dell’Unione europea.

C’erano le prime piogge in tutto lo stivale d’un autunno che a breve sarebbe stato anche freddo, tutti guardavano al nuovo Governo come al giusto vendicatore dei torti subiti. Ed ognuno pensava di aver subito più torti degli altri. Ci si guardava attorno già pensando a come addobbare il proprio negozio e la propria casa per l’imminente Natale. Ma fu un Natale da 400 milioni di Euro in meno, rispetto alle previsioni, sulle spese degli italiani.

Tre domande ai nostri lettori:

Delusi o sostanzialmente soddisfatti del lavoro del Governo Monti?

Delusi o sostanzialmente soddisfatti del lavoro di Fofi, Federfarma e degli altri sindacati e associazioni di categoria?

Cosa vi aspettate dal prossimo Natale?



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