Lettera di Marino Mascheroni a Monti


Caro Senatore Monti, immagino di parlarle per 10 minuti soltanto.

Leggo la bozza del decreto: liberalizzazione della fascia C e revisione della pianta organica con una farmacia ogni 4000 abitanti ma si badi bene la seconda scatta o scatterebbe a 4001 quindi almeno per i piccoli comuni si tradurrebbe in una farmacia ogni 2000 abitanti che che se ne dica e cosi’ via.
Ma la libera vendita del farmaci di fascia C e parlo da giurista ed economista di serie B che segue farmacie da vent’anni senza considerare il danno per la salute pubblica potendo vendere “Viagra a valangate ai supermercati” renderebbe una sorta di buffonata il mantenimento della pianta organica visto che le cosi’ dette parafarmacie potrebbero allocarsi ove e’ a loro piu’ gradito ed evitare turni di notte, timbrature di ricette, distribuzione di pannoloni, far sconti allo stato, cioe’ da quel soggetto che sta vessando, mi pare il tutto una gran farsa che si tramuta in tragedia.
Verrebbe a pensare che il “ Governo Monti” dalla foga di salvare i conti pubblici non abbia avuto il tempo neanche per documentarsi quei 5 minuti per capire quello che stava scrivendo, a meno che glielo abbia spiegato la Grande Distribuzione.

I numeri
Un centro di 4500 abitanti farmacia unica, volume di affari circa 1.200.000,00 euro
Margine lordo 30%

Prospetto di una farmacia fortunata
Utile lordo €. 360.000,00
Personale €. 120.000,00 (3 dipendenti)
Locazione €. 30.000,00 (per i piu’ fortunati)
Spese varie €. 50.000,00 (dati medi su bilanci reali)
Oneri finanz €. 20.000,00
Residuano €.140.000,00
Imposte €.70.000,00 (irpef, irap, addizionali, enpaf … ma aumentano pure quelle)
Residuano €.70.000,00

Se solo si ha un finanziamento in corso, un leasing, o l’affitto poco piu’ alto, la necessita’ di un addetto alle pulizie o un collaboratore familiare (un figlio o un coniuge) fate voi i conti.
Se dimezzo per l’apertura di una seconda farmacia al farmacista residuano in abbondanza €. 3.000,00 al mese che scenderanno sempre piu’ in quanto oggi il prezzo media per ricetta e’ di 21 euro, e in certe regioni ancor piu’ blando e continua a scendere ed evidentemente il supermercato alla periferia del paese farà del suo per abbassare ancora di piu’ quel che resta.
La farmacia sfortunata e’ quella piu’ comune, quella che ha una locazione ben piu’ alta e finanziamenti in corso in quanto licenze, arredi, manutenzioni costano. L’utile si avvicina a zero.

Risultato, senatore Monti:
• La farmacovigilanza ai porci;
• Il farmacista per vivere dovrà licenziare personale come minimo
• Il giovane farmacista non sara’ in grado di aprire neppure una parafarmacia che poi e’ un’italianata, non esistono paraorologiai, parafornai o paraavvocati, ma che sono i parafarmacisti???
• Un servizio apprezzato da decenni e l’attività di sussidio del farmacista nella prevenzione e nel consiglio per le piccole patologie andrà a farsi benedire e vuole scommettere che si tratterà un farmaco di classe C che spero sappia di che si tratta come una passata di pomodoro dando importanza piu’ al prezzo che al consiglio;

Chi dovrebbe protestare di fronte ad una legge di codesto tipo? il farmacista? no caro senatore monti, il cittadino.

M. Mascheroni


25 risposte a “Lettera di Marino Mascheroni a Monti”

  1. Il dr. Mascheroni che e’ una grande professionista della farmacia ha colto in pieno il problema, dovrebbe
    xo’ fare sentire la sua voce e le sue ragioni a quelli che contano. Grazie doct.

  2. Egregio Dott.Mascheroni, prima di parlare si informi; farmacisti “morti di fame” personalmente non ne conosco( ammesso che esistano), una farmacia gira 200.000€ l’anno, una parafarmacia se li sogna, gode di un sussidio regionale di circa 15.000 €. Basti pensare che per l’acquisto di una farmacia rurale ,che serve appena 600 anime, ci vogliono circa 600.000 € (questo perchè, come sostiene lei, le farmacie soffrono la fame!) conosco una farmacia di 5.000 abitanti che chiede 2.000.000 € -due milioni! ha letto bene- ho l’impressione che lei non capisca niente di farmacia e che abbia degli interessi personali riguardo questa vicenda. Cordiali saluti Lucy Serges figlia di un titolare di (para)Farmacia.

  3. Personalmente conosco il dr. Mascheroni avendo risolto egli un problema di famiglia assai grave, sono figlio di titolare di farmacia mancato qdo ero studente di liceo. Ha una grande esperienza giuridica anche se non essendo farmacista forse non conosce i problemi della distribuzione come voi che in farmacia ci vivete ma x quelli legali ed economici e’ certo uno dei massimi esperti in italia. Quindi penso che il suo pensiero sia dettato dalla sua esperienza. Tiro le somme e mi accorgo che i farmacisti sono oramai in guerra civile e questa cosa lavdice lunga. Pur non avendo piu la farmacia sono comunque daccordoncon la visione di mascheroni. L. Costa

  4. Caro dott. Marino Mascheroni, leggo spesso i suoi articoli di diritto ereditario e civile sulle riviste e li ho sempre aprezzati perche’ sono ben fatti, ma non sapevo che fosse il paladino dei signori farmacisti che ora piangono per perdere qualche briciola. Torni a fare il giurista. Matteo Fossati (to)

  5. Mi segnalano alcuni commenti su un mio articolo pubblicato su una rivista e qui riprodotto. Pur confermando il mio pensiero .. Lo scrivere farmacovigilanza ai porci non era riferito ai titolari di parafarmacie e ci mancherebbe, ma riprendeva un aforismo dal senso di non gettare cose preziose a chi , secondo il mio giudizio, potrebbe non essere in grado di costudirle come nella GDO. Poi evviva il confronto, anche se confido possa intervenire un riordino generale del sistema che faciliti il libero accesso alla titolarita’ con un ricorso alle procedure concorsuali piu’ snello ed ad una revisione del Contratto Collettivo dei Dipendenti di Farmacia piu’ equo. Mi scuso se il mio scrivere e’ stato mal interpretato pur confermando le mie perplessita’ sul frazionamento del servizio derivante dalla manovra Monti. Mi appare chiaro che i titolari di parafarmacie abbiano opinione ben differente e qui mi fermo con totale disponibilita’ ad un confronto diretto e costruttivo.
    marino mascherino
    Studio Mascheroni – icffarmacisti
    Milano

  6. Questi sono i conti di una farmacia ok… ma situata dove? In Liberia?
    E no perchè in Italia c’è una media di 420 euro pro capite ad abitante (sommando ovviamente farmaci a carico SSN e non)…. cui va aggiunto qualche spicciolo per siringhe e cotone e disinfettante:
    500 euro per 4500 =2.250.000
    (fonte http://www.oshoba.it/oshotimes/index.php?option=com_content&view=article&id=249&Itemid=67)
    3 dipendenti per una farmacia da 1.200.000 vuol dire che si il titolare vuole andare sulla neve a sciare… ma vuol far fare vacanza anche ai suoi dipendenti
    2500 euro di affitto al mese per un affitto in un paese di 4500 anime…… continuo a chiedermi in quale paese del mondo avviene tutto ciò
    senza voler essere troppo lungo un solo consiglio: se ci tenete ai conti della vostra farmacia scegliete un buon ragioniere perchè con i professori l’esercizio chiude!

  7. Vedo che il doct legge….XD . Sig. Giuseppe io credo che ci sia spazio per tutti come per bar, gelaterie, ecc, tuttavia i conti di mascheroni sono abbastanza corretti, forse leggermente pompati ma non di troppo lavorando il sottoscritto in uno studio di poveri ragionieri contabili. Poi dipende da zona a zona nel torinese gli affitti sono molto elevati comunque 70 mila euro non sono pochi. XD

  8. Intanto le decisioni le prendono a Roma e quelli si che si dovrebbero tagliare gli utili. Comunque al dott. la stima x la sua professionalita’ che e’ indiscussa nel settore nonostante il scivolone dell’ articolo super pro categoria dei farmacisti. W il dottor Mascheroni ( almeno a quel che dicono i miei capi e’ un tipo preparato). Mi prenda a lavorareeeee con leiiii e mi aumenti la pagaaa XD . cio’ che non ho capito non e’ che poi le parafarmacie le apriranno solon i farmacisti che hanno gia’ la farmacia e i supermercati?

  9. Gli spunti del dr. Mascheroni, sono interessanti, anche le altre sue pubblicazioni e concordo con la sua replica in quanto mi sembra che questa manfrina giovi solo a creare una gran confusione tra gli utenti che non si sono mai lamentati del servizio farmaceutico.
    E’ chiaro e risaputo che il dottore e’ assistente di questa categoria e ci puo’ essere dell’interesse di parte ma almeno e’ propositivo rispetto ad un sindacato come Federfarma che e’ immobile e ancorato ad interessi personalistici. Si veda Milano…….

  10. Forse il prof. Mascheroni dovrebbe informarsi un pò meglio prima di scrivere una lettera al senatore Monti e definire le parafarmacie un’ italianata. La informo che la realtà delle parafarmacie esisteva in Francia già 5 anni fa e a me a quei tempi sembrò un’idea molto intelligente per il consumatore che per comprare magari semplicemente un detergente intimo o un sapone per il viso in Italia doveva fare una fila interminabile nella farmacia di quartiere. Sono solo una studentessa in c.t.f. e la mia ars oratoria non è sicuramente all’altezza di un giurista, ma mi aspetterei maggiore precisione dal momento che quella che lei ha pubblicato è una lettera “ufficiale”.
    Cordiali saluti, Adriana Tassi

  11. I prodotti che tu citi sono vendibili da ecoli nei supermercati Adriana e’ la vendita dei farmaci con ricetta che fa della parafarmacia una cosa atipica.

    • Al supermercato non mi sembra che si trovino i prodotti di qualità venduti esclusivamente nelle farmacie, fino alla benedetta apertura delle parafarmacie; non faccio esempi di marchi per non fare pubblicità, ma basta guardare le vetrine di una qualsiasi farmacia per capire a cosa mi riferisco. Ovviamente i saponi ed i detergenti sono da sempre presenti nei supermercati, ma non si trovano di certo quelli consigliati da ginecologi o dermatologi per esempio. La mia replica era semplicemente all’affermazione che le parafarmacie sono una realtà italiana; così non è ed ho citato la Francia come esempio.

  12. Caro dott. Mascheroni, concordo pienamente con quanto lei scrive. I dati che riporta sono,purtroppo,realistici.
    La Farmacia non è più una miniera d’ oro ma c’è ancora chi, ingenuamente o in malafede, confonde il fatturato con l’utile. Al collega che sostiene siano troppi tre dipendenti per un fatturato di 1.200.000 euro, rispondo che il titolare con un organico del genere riesce , forse, a tornare a casa per il pranzo e che comunque stia sereno: tempo qualche mese e sarà costretto a licenziare e a rinunciare altro che alla vacanza! Mutui , leasing o scoperti di conto corrente sono indispensabili per andare avanti e aggiungo che gli oneri bancari, conseguenti all’inadempienza delllo Stato nel corrispondere il dovuto, sono a fondo perduto grazie all’impignorabilità di cui godono le Regioni in dissesto.
    Si dica chiaramente che ciò che preme realmente è vedere distrutta per sempre la figura professionale e sociale del farmacista latino. Sono sicuro che gli utenti la rimpiangeranno.

    dott. Stefano Italiano

  13. Ho letto le recensioni del dr. Mascheroni( sul sito di iCffarmacisti e utifar mi sembra) che ritengo professionista di gran rispetto. A MIlano grossi gruppi stanno per aprire megaparafarmacie soffocando la professionalita e il servizio in quanto si dispongono dove loro fa piu comodo e magari davanti a piccole realta di farmacia. Il caso blockbuster e’ sintomatico. Direi che noi farmacisti avremmo bisogno di voci come quelle di mascheroni e di stefano italiano che facciano capire veramente come stanno le cose in italia. Per non parlare delle farmacie del sud dove colleghi attendono dallo stato rimborsi a 6 zeri per anticipi sulle mutue e si stanno strozzando con interessi passivi. Il risparmio per il cittadino e’ di 500 euro all’anno dalla manovra liberalizzazioni???????? Ma dove???? A parte che poi ce li riprendono con ici, aumento tassi e via dicendo. Dr. Andrea Colombo

  14. Replico quasi in diretta, ho letto il pensiero del dr. Mascheroni e del dr. Italiano. Il dr. Mascheroni per chi non lo sapesse e’ uno dei piu’ conosciuti professionisti per farmacie. E’ chiaro che il suo pensiero e’ di parte, in quanto fa parte della lobby come loro consulente. E’ come se l’ avvocato Ghidini parlasse male di Mediaset. Nulla eccepisco sulla sua professionalita’ e grande preparazione ma dovrebbe limitarsi a fare il suo lavoro e non il robin hood al contrario. XD

  15. Ho letto dal sito dello studio del dr. Mascheroni la bozza del decreto sulle liberalizzazioni, da altre notizie dei quotidiani sembrano non ci siano i numeri al parlamento per l’ approvazione. Questo governo mi sembra stia facendo una grande confusione propone epoi ritira, segno di incompetenza. Quanto alle farmacie sono daccordo su un aumento del numero, ma anche ad una presenza capillare sul territorio, non sono d’ accordo invece con il dr. Mascheroni su maggiori garanzie in tema di successione, in quanto per gli altri professionisti non vi sono le agevolazioni dei farmacisti che effettvamente vogliono rimanere categoria protetta. tutti gli imprendotori sono soggetti alle regole della concorrenza e oramai anche tutti professionisti. la bozza del decreto al di la’ di qualche strafalcione mi sembra adottabile. vorrei chiedere ai dottori Italiano e Mascheroni se possono rispondere che differenza c’e’ tra un farmacista e un fruttivendolo dal punto di vista imprenditoriale e dal punto di vista della concorrenza?
    Grazie

    • Gentile Signora,
      la professione di farmacista ha subito ,nei secoli, una serie di evoluzioni/involuzioni che hanno determinato la dicotomia (professionista/imprenditore) di cui oggi paghiamo le conseguenze. Riconosco che la colpa sia anche di molti colleghi troppo impegnati a vendere zoccoli e forbicine.
      Da professionista sono lieto che mi chieda la differenza dal punto di vista imprenditoriale tra me ed un fruttivendolo, perchè implicitamente, a differenza di molti “paragiornalisti”, me ne riconosce la natura. Le rispondo che la concorrenza sul prezzo, nel settore farmaceutico, non ha alcun senso. Dato un costo e un ricarico per la produzione e la distribuzione ed un onorario per la dispensazione, avremmo il più civile dei sistemi per garantire a tutti i cittadini un trattamento che non discrimini nessuno. La concorrenza andrebbe fatta sui servizi, sul consiglio, sulla disponibilità e sulla professionalità.
      In pratica abbiamo impiegato 150 anni perche si arrivasse a qualcosa del genere salvo poi vederlo compromesso dai pruriti della COOP e del suo paladino Bersani con l’aiuto di una serie di “zerbini” che credono di fare giornalismo.
      Spero di averle fornito una risposta esauriente.
      Affettuosi saluti
      Stefano Italiano

  16. Se non si fosse compreso sono studentessa in ctf. Personalmente mi sto affacciando ora su questo mondo e sto informandomi. Sono daccordo nel ritenere la professione del farmacista di rilevanza sociale, ma anche che il sistema sia viziato da uno sbarramento all’ ingresso dei giovani nella libera professione. Per citare il capolista di questa discussione, il dr. Mascheroni, scrive che invece di inventarsi le parafarmacie, sarebbe stato meglio agevolare l’ accesso ai concorsi e migliorare il sistema di lavoro dei dipendenti laureati (ovviamente scrive in modo piu’ lineare rispetto la sottoscritta). Pero’ mi sembra di capire che il parto della parafarmacia dipenda da un sistema che funziona non a mille, altrimenti la parafarmacia non sarebbe stata inventa a meno che i supermarket se la siano inventata loro. Quindi se non si fanno i convorsi, il giovane per potere essere indipendente non ha altra via che la parafarmscianon potendo acquisire una farmacia.

  17. Mi ha incuriosito questo articolo del dottor Mascheroni e i commenti del ottor Italiano. sono figlio di un farmacista e mi sono appena laureato e temo per l’azienda di famiglia. Si vanno tante chiacchere e piu se ne fanno piu’ il governo fa del male alla nostra categoria. Secondo me soprattutto per le farmacie del sud occorre far capire che sarebbe meglio chiudere piuttosto che ridursi ad avere tre farmacie in un paesino con la regione che non ci paga da mesi. Cornuti e mazziati. Poi chiedo ai nostri rappresentanti della Campania visto che ho notato come Mascheroni dia dei suggerimenti saggi dal punto di vista giuridico su cose da fare perche’ non organizza qualche convention o non ci mette a disposizione dei consultori di un certo livello in modo almeno da pararci le spalle?

  18. Dr. Italiano perche’ le farmacie devono tenere una distanza l’una dall’altra e le parafarmacie no? Non e’ una discriminazione? se qualche grosso gruppo ci apre una parafarmacia a pochi metri della farmacia che succede? Non si possono imporre restrizioni solo ad una parte e non e’ che cadendo il governo arriva l’altro signore e ci sottragono anche la fascia C? E poi mi sembra di avere capito che se non si coprono le sedi le parafarmacie potranno vendere la fascia C e nelle regioni del sud sara’ ben facile. Insomma da qialunque parti si ci gira si vedono solo problemi per noi e quindi anche per il cliente che e’ anche paziente. Ci sono possibilita’ per cambiare il decreto. Ritengo poi che l’unica cosa giusta era il pensionamento del titolare visto il ruolo sanitario che ricopre, cio’ avrebbe permesso di riqualificare la professione senza fare un terremoto che ci distruggera’.
    Distinti Saluti

  19. LA DISCUSSIONE E’ UN PO MORTA! VORREI CHE IL GESTORE DEL SITO CHIEDESSE AI DOTTORI ITALIANO E MASCHERONI! IL PERCHE DELLE NUOVE LAMENTELE DEI FARMACISTI? CI SONO UN MUCCHIO DI COMUNI IN ITALIANA CON 3000 ABITANTI E UNA DOLA FARMACIA E IO CI ABITO E IL FARMACISTA E’ MOLTO BENESTANTE. LA FASCIA C E’ RIMASTA ORA SI LAMENTANO DEL QUORUM. ALLORA SI VOGLIONO MANTENERE DEI PRIVILEGI ALTRO CHE TUTELA DELLA SALUTE! TUTTI I CENTRI CON 3000 ABITANTI HANNO FARMACISTI IN STATO DI DISGRAZIA? MI RISPONDANO PER FAVORE? GRAZIE

  20. “giurista ed economista di serie B che segue farmacie da vent’anni”senza considerare il danno per la salute pubblica potendo vendere “Viagra a valangate ai supermercati”. Il Viagra si dispensa con ricetta attraverso un farmacista. Come sicuramente sarà.

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