Lettera del Dott. Stefano Italiano Segretario di Federfarma Benevento


All’interno del decreto varato in questi giorni dal governo Monti , spunta al paragrafo crescita e liberalizzazioni, l’uscita dalla farmacia dei medicinali di fascia C ovvero quei farmaci che pur richiedendo l’obbligo della prescrizione medica sono a totale carico del cittadino/paziente. Tali farmaci hanno lo stesso prezzo su tutto il territorio nazionale e non sono scontabili per legge e quindi si comprende facilmente che non potrà esserci alcun vantaggio per il paziente recarsi nelle strutture alternative (parafarmacia – supermercati- grande distribuzione). Si comprende , invece, molto facilmente come e quanto sia strumentale questa operazione che, facendo leva sulle giuste rivendicazioni di molti farmacisti non titolari e sulla disinformazione di larga parte della popolazione, regala al capitale la gestione di prodotti che neanche nei paesi anglossassoni vengono banalizzati a rango di beni di largo consumo.
Aggiungo infatti che,qualora venisse consentito, invogliare all’acquisto con sconti od offerte un farmaco prescritto solo in caso di necessità sarebbe comunque una barbarie.
Un paese serio dovrebbe indicare un prezzo unico ed il più basso possibile  per non discriminare nessuno.

Liberalizzare una professione, perchè il farmacista è un professionista laureato , abilitato ed iscritto ad un Ordine professionale, vuol dire consentire che detta professione venga esercitata più agevolmente dagli aventi titolo e non che venga svilita e messa al servizio degli interessi delle multinazionali  o nella peggiore delle ipotesi dei capitali di dubbia provenienza e questo va ricordato perchè i relatori di questa norma ,quando precisano che il farmacista (foglia di fico) sarà sempre presente nelle varie strutture indicate, dimenticano di dire che le stesse potranno avere qualsivoglia proprietà e che quindi il farmacista  non avrà l’indipendenza che è condizione necessaria per esercitare la professione. Potranno essere società di capitale che falliscono cedendo poco prima le quote ad un nullatenente frodando così il fisco e  i fornitori e riaprendo poco dopo con altro nome e medesime intenzioni, altro che sviluppo economico e recupero dell’evasione. Potrann
o avere alle spalle quelle simpatiche associazioni di galantuomini che ci invidia il mondo ma che è meglio non nominare, sicuramente saranno proprietà dei centri commerciali e delle multinazionali che fanno capo alle grandi banche e/o viceversa. Proprio quelle che trattando noi esseri umani da titoli (spazzatura?) ci hanno prima deprezzati ed ora vogliono acquistarci a prezzi da saldo.
Oggi ,in moltissime zone del Paese, i farmacisti titolari di farmacia anticipano alle ASL centinaia di migliaia di euro, vedendo così quasi azzerati gli utili in conseguenza degli interessi passivi che sono costretti a pagare agli istituti di credito (sempre loro). Già , perche non potendo valersi dei decreti ingiuntivi nei confronti delle ASL grazie all’impignorabilità di cui le ASL godono sono costretti ad indebitarsi fortemente per continuare a lavorare.
Poi c’è il caso Campania dove i presidi diagnostici per diabetici, con una gara indetta dalla SORESA in spregio alla logica, al risparmio ed anche alla convenzione, sono stati affidati ad una ditta esterna. Su tutto il territorio nazionale i farmaci innovativi vengono distribuiti dalle Asl od in doppia distribuzione.Gli OTC e i SOP anche in corner Gdo e parafarmacie. A noi rimarranno solo i debiti (certi) con le banche e i crediti (incerti) con le ASL.
Ai cittadini il ricordo di quello che era il miglior servizio farmaceutico del mondo.
Chiudo ricordando che l’Italia ha pessimi servizi pubblici, pessimi trasporti pubblici, la più grande organizzazione criminale del mondo, asili senza nemmeno la carta igienica,infrastrutture da terzo mondo, una segnaletica stradale che ha devastato il paesaggio, un arredo urbano orribile soprattutto nelle metropoli, corruzione in moltissimi settori della pubblica amministrazione, un’evasione fiscale enorme, una classe politica imbarazzante…..ma forse il dott. Passera trascorre molto tempo all’estero.

Distinti saluti
dott. Stefano Italiano
(Segr. Federfarma BN)


Una risposta a “Lettera del Dott. Stefano Italiano Segretario di Federfarma Benevento”

  1. Scusate se vi disturbo.
    Sono: Annamaria FRASCIONE, nata in Bisaccia (AV) il 15 aprile 1986, ed ivi residente alla C,da Balantonie.
    Ho conseguito la laurea in Chimica e Tecnologie farmaceutiche il 29 marzo 2012 e l’abilitazione alla professione di farmacista ai fini dell’iscrizione ll’Albo, ciò che non ho ancora fatto dato i tempi ristretti rispetto alla fine dell’anno.
    Sono alla ricerca di lavoro, non tanto per fine economici (anche gratuito) ma per acquisire esperienza nel campo farmaceutico.
    Per cui, mi rivolgo a codesta farmacia se è nelle possibilità di concedermi tale occasione.
    Nel caso di risposta positiva, provvederò all’iscrizione all’Albo dei Farmacisti.
    Non necessariamente il lavoro da prestare debba essere remunerativo.
    Cardiali saluti.
    Dott.ssa Annamaria FRASCIONE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *