La lettera di Claudio un Farmacista Disoccupato al Dottor. Stefano Italiano


Caro Stefano non ho la ricetta per una farmacia nuova,ma posso dirti quello che non e’ stato fatto e quello che secondo me potrebbe essere fatto.

Quello che non e’ stato fatto:

1) non e’ stata salvaguardata la figura del farmacista collaboratore e questo ha fatto si che il malcontento dei non titolari producesse una lacerazione in seno alla categoria (al di la’ degli aspetti di facciata)In quale settore un laureato guadagna 1400 euro circa dai quali deve detrarre i pagamenti all’enpaf ed i corsi Ecm obbligatori con un orario di lavoro di 40 ore settimanali (escluso sabati,domeniche e festivi),il nostro contratto e’ inerente al settore del commercio!!allora siamo commercianti o professionisti sanitari ?Il rinnovo del contratto avviene con ritardi di svariati anni (peggio dei pagamenti asl).L’impossibilita di nuovi sbocchi occupazionali rende a federfarma una posizione di forza rispetto ai non titolari che obtorto collo soggiaciono nell’impossibilita di invocare maggiore equita’.Ricordi qualche sciopero dei farmacisti non titolari ?

2) La farmacia nel recente passato ha voluto sempre piu’ entrare nell’area commerciale (le scarpine,le scarpe,gli occhiali premontati etc etc)certa del fatto che nessuno potesse toccare il farmaco,hanno voluto che tutto potesse entrare in farmacia ma nulla potesse uscire dalla farmacia.Quest’atteggiamento rende il farmacista agli occhi dell’opinione pubblica ingordo e privilegiato “la casta”

3) Riporto testualmente un intervento del Prof.Ettore Novellino del gennaio 2012:<10 anni fa la proposta di riforma Bernasconi (senatrice diessina prima firmataria)avrebbe ammodernato il servizio mettendo la farmacia al riparo da tutte le grane successive,dalle lenzuola te di Bersani fino al decreto sulle liberalizzazioni.Avremmo abbassato il quorum ad un valore non molto diverso da quello per cui oggi i titolari firmerebbero subito,3500 abitanti per farmacia e seconda sede al 50%,e l’avremmo fatto in un momento in cui il mercato avrebbe attutito il colpo. MA LA CATEGORIA SI CHIUSE A RICCIO E LA RIFORMA SI ARENO’. Non ritenendo il Prof.Novellino uomo di parte credo che in qualsiasi momento storico le aperture di nuove sedi sono sempre viste dai titolari come una sciagura che segna la fine della loro attivita’…nessuno vuole rinunciare ad un centesimo del fatturato!!!

Quello che secondo me potrebbe essere fatto

1)GIUSTIZIA,la mia laurea i miei anni di studio e la mia professionalita’ sono uguali a quelli di qualsiasi farmacista titolare.Solo che io non avendo la possibilita’ economica di acquistare una farmacia a cifre astronomiche,ne avendo un parente da cui ereditarla posso solo sperare nei concorsi per sedi farmaceutiche……MA QUANDO ?
a)svolgere rapidamente i concorsi
b)assegnare le circa 1800 sedi che non si riescono ad aprire perche’ ubicate in comuni piu’ piccoli con chiamata diretta dall’elenco degl’iscritti all’ordine dei farmacisti delle province interessate.Per affidare l’incarico in queste sedi prevedere sgravi ed incentivi per il farmacista disposto ad assumere la titolarieta’.Visto che i titolari quando “minacciati” da riforme parlano di missione sanitaria verso il cittadino e non di motivi economici e visto che queste 1800 farmacie andrebbero ad aiutare tante persone in piccoli comuni penso sia giusto che partecipassero ad un fondo che possa garantire condizioni economiche decenti a chi lavora in queste sedi,diverso da quello dell’enpaf per le farmacie rurali,QUESTA E’ UNA MISSIONE SANITARIA.Viceversa gli abitanti di questi comuni facciano un po’ di km e vadano nelle farmacie che già ci sono.

2)Spostare il contratto dei collaboratori laureati dal settore del commercio a quello sanitario. I laureati nelle farmacie italiane sono tra i meno pagati d’europa

3)Prima che l’ecommerce arrivi in farmacia restituiamo la professionalita’ alla farmacia riavviciniamo i farmacisti alla gente,dimostriamo che oltre l’aspetto commerciale in farmacia c’e un professionista della salute 24 ore al giorno per interessarsi dei suoi problemi e cercare una soluzione.Vorrei che le persone c’indicassero come esempio di cortesia,professionalità,disponibilita’ e non come quelli della casta che come i notai guadagnano una barca di soldi.

4)come detto in un altro post sono un farmacista collaboratore da otto mesi disoccupato dopo quasi 20 di lavoro,scaricato dagli eredi del titolare,sposato con figli,nonostante il mio impegno in questi 8 mesi non ho trovato nessun impiego,io come tanti altri colleghi,perché tutto e’ fermo in attesa di questa riforma……credi sia giusto che nelle farmacie (moltissime piu’ di quanto tu possa credere)il collaboratore non laureato (il magazziniere)faccia il mio lavoro spedendo ricette,misurando la pressione e dando consigli…..scusami se sono ripetitivo ma questa e’ una cosa che mi fa’ veramente arrabbiare….e credo sia anche perseguibile se qualcuno controllasse ( nella mia città la media e di 8 farmacie su 10)

5)quindi tu titolare non vuoi che io lavori con te,preferisci il magazziniere,non vuoi che si aprono nuove sedi perché ti cala il fatturato,non vuoi che lavori nella gdo perché il farmaco si deve dispensare in farmacia……ok ci sono divorzio e cerco una farmacista titolare da sposare……

6)continuo ad essere sposato con mia moglie e SPERO……..

Claudio D’alessio
Farmacista disoccupato

[TRATTO DAI COMMENTI DELL’ULTIMO ARTICOLO DEL DOTT. STEFANO ITALIANO]


0 risposte a “La lettera di Claudio un Farmacista Disoccupato al Dottor. Stefano Italiano”

  1. Carissimo Claudio D’Alessio, puntare il dito contro i titolari ed al sistema e dar loro colpa della tua disoccupazione è imbarazzante in questo preciso periodo storico.

    La farmacia sta vivendo un periodo di m…. e come te i titolari sono con l’acqua alla gola, da mesi che attendono questo Stato mafioso e insolvente che si arroga il diritto di non pagare le prestazioni SSN.

    Ti dovresti solo vergognare di citare il <> come se fosse un criminale, e’ lui che ha costruito, tu no e ti lamenti dietro un post firmato a malapena. Lui ha costruito una famiglia, mantenuto moglie e figli e saputo dare valore alla sua attività di farmacista.

    Tu come decine di altri farmacisti, probabilmente non state lavorando perché non avete fatto abbastanza per entrare sul mercato del lavoro. Perché siete i soliti camici del cazzo con la puzza sotto il naso: “no, io il pacco non lo alzo perché ho la laurea”. Ma mi faccia il piacere caro D’alessio.

    Parti col piede sbagliato mio caro. La farmacia devi guadagnartela col sudore, probabilmente come ha fatto il tuo titolare o il nonno del tuo titolare.
    Non si può avere tutto senza fare nulla, o facendo poco.

    Se proprio non trovi lavoro come farmacista facci la cortesia, non lamentarti, cambia lavoro.

    Onore al magazziniere che fa il lavoro sporco e onore ai migliaia di magazzinieri italiani che lavorano in silenzio. vergognati tu di non essere stato all’altezza di un magazziniere.

    Vergogna anche a Federfarma, prima camorra della farmacia, vero partito venduto, incapace di filare il futuro della categoria e di aver svenduto la farmacia a tutti i governi, sia di destra, sia di sinistra, sia tecnici.

  2. ma chi sei tu Giovanni selce ? da dove vieni che fai nella vita ?io non ho nulla da vergognarmi ,forse solo di essere un tuo collega se sei laureato,la puzza la sentiamo solo quando lavoriamo vicino a personaggi come te!!sembri un bambino che e’ stato colto con le mani nella marmellata e non sei argomentare un pensiero vuoi solo offendere…..Credo che tu debba cambiare lavoro,e nazione,se lo stato e’ mafioso ed insolvente se federfarma ha svenduto la farmacia e se conosci solo camici bianchi del cazzo forse stai peggio di me..in piu’ si vedono i primi sintomi di un esaurimento nervoso………Carissimo Giovanni selce leggi con piu’ attenzione quello che ho scritto,condiviso da molti farmacisti titolari,non scaricare la tua rabbia sui collaboratori e sui disoccupati,se puoi reprimi la tua voglia di offendere cerca un discorso costruttivo……
    P.S essere un camice del cazzo potrebbe non offenderci,ovviamente tu conosci o ricordi le funzioni di questo organo e credo che siano tutte indispensabili,anzi piu’ questo lavora meglio ci sentiamo……..ciao carissimo

  3. piccola aggiunta,credo che anche il dott. Stefano Italiano segretario di Federfarma (definita prima Camorra della Farmacia)Benevento debba una risposta a selce.

  4. Non vorrei annoiare ma una piccola aggiunta e’ doverosa.Ho lavorato per quasi 20 anni sempre con lo stesso titolare (UN SIGNOR TITOLARE)senza mai avere una discussione,erano riconosciuti tutti i miei diritti e venivo pagato puntualmente il 25 di ogni mese (SEMPRE anche quando l’Asl non pagava),ho alzato i pacchi ed anche pulito la farmacia quando era necessario……con i collaboratori non laureati (i MAGAZZINIERI)ho sempre avuto un ottimo rapporto e molti di questi sono miei amici (amici non conoscenti,amici nel vero senso della parola)……..un’ultima cosa il lavoro non e’ mai sporco,sporco lo diventa in alcuni casi……..novi ligure docet….

  5. propongo 1 minuto di raccoglimento per la scomparsa (dal blog ovviamente)di Giovanni selce che con il suo post del 20 febbraio ha donato a tutti noi perle di saggezza,educazione ed a per me personalmente ha disegnato uno scenario professionale a cui non avevo mai pensato……….
    GRAZIE GIOVANNI CI MANCHERAI.

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