La crisi in Grecia uccide i farmacisti


Atene si strappa, un vecchio negoziante viene aggredito e muore. Nel paese è emergenza sociale.

E’ un evento più che altro simbolico, lo sciopero dei farmacisti che hanno scelto di rimanere chiusi, in Grecia, nella giornata di oggi. Non tutti prenderanno parte alla protesta, ma in ogni caso non si tratta di una protesta contro la rinnovata ondata di austerità: piuttosto, si tratta di solidarietà nei confronti di uno dei colleghi, Spyros Poukamisas, cinquantaquattrenne farmacista rimasto ucciso in un’aggressione da parte di due malintenzionati armati che volevano rubargli l’incasso della giornata.

UN PAESE MORENTE – “Non oggi, ragazzi”, avrebbe risposto Spyros davanti alla sua farmacia in una zona “malfamata del Pireo”; i due gli avrebbero sparato in faccia per poi fuggire con la borsa che portava. L’omicidio, secondo i media come l’Independent, riflette il tasso di incertezza e di estremizzazione ai quali la crisi della Grecia è arrivata. “E’ un altro crimine atroce, che mostra come in Grecia si sia arrivati al limite, al limite della nostra resistenza. La sicurezza è la nostra prima priorità”, dice Antonis Samaras, capo del partito conservatore Nea Democratia, che i sondaggi mostrano appaiato se non in lieve vantaggio rispetto alla Syriza, il partito di estrema sinistra e anti-euro per le elezioni suppletive, incombenti, per domenica. Secondo l’Independent però la questione è solo marginalmente quella di capire come la Grecia uscirà dall’attuale crisi, piuttosto è quella di capire come riesca a diventare “una florida nazione con una economia basata sulla produzione e sulla coesione sociale”.

DEBITI E CREDITI – Secondo l’associazione dei farmacisti l’uccisione riflette una “situazione senza precedenti” che prova come “la società sia in uno stato di collasso e si sia arresa ad un’attività criminale incontrollata”. Le due attività fondamentali della Grecia, ovvero il turismo e la marina mercantile, sono per motivi diversi in difficoltà: il primo è in depressione per la cattiva immagine che la Grecia mostra di sé al mondo, nonostante gli sforzi del governo per risollevarlo; la seconda resiste ma è intralciata “dalla soppressione del ministero della Marina”. E dire che gli studiosi affermano “l’impossibilità” per il mondo di ripagare il debito che ha nei confronti della Grecia: la filosofia, la democrazia, la poesia e l’arte, sono nate lì.


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