«Noi ricercatori fantasma dal 2010» In trentuno aspettano l’assunzione


«Al ministro Profumo chiediamo di accelerare le procedure per l’immissione in organico»

A due anni dal concorso da ricercatori a tempo indeterminato all’Università di Bari, i 31 vincitori e aspiranti ricercatori non sono ancora stati assunti. E così questa mattina hanno dato vita ad una protesta, nel cortile dell’Ateneo barese, per chiedere al ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di «accelerare le procedure che autorizzino l’Università di Bari ad assumerli».

LE VOCI – «Siamo stufi di essere ricercatori fantasma – spiega Gioacchino Tempesta – attendiamo di essere assunti dal 2010, da quando il ministro Gelmini impedì il turn over nelle Università che superavano del 90% il rapporto tra fondo di finanziamento ordinario (Ffo) e spesa per il personale. E che per questo erano considerate non virtuose, proprio come l’Università di Bari. Dal 18 maggio però – precisa Tempesta – questo divieto non esiste più poiché il decreto attuativo del 29 marzo 2012, ha rivisto i criteri di spesa che tengono conto, per il calcolo delle entrate, anche delle tasse Universitarie. E questo ha fatto scendere all’80% il rapporto tra Ffo e spesa per il personale, facendo rientrare l’Ateneo di Bari fra quelli virtuosi e permettendogli di assumere».

I RICERCATORI – «Adesso – aggiungono gli aspiranti ricercatori – siamo in attesa che il ministero certifichi che i conti dell’Università sono in regola e comunichi la definizione dei nuovi punti organico. Proprio ieri sono scaduti i termini ma il ministero si è preso un altro po’ di tempo, prorogando la scadenza al prossimo due luglio». Una decisione che, secondo loro, «mette in difficoltà anche l’università di Bari che negli ultimi due anni, tra ordinari e associati, ha visto andare in pensione 460 unità, il 20% del totale, ed è quindi sotto organico».

I SINDACATI – «Oggi – aggiunge Edoardo Renna della Flc Cgil – si riunisce il Consiglio di amministrazione dell’Università: speriamo ci ricevano per confermarci di aver consegnato al ministero tutta la documentazione e per comunicarci eventuali novità. Troviamo comunque ingiusto – conclude – che in Italia si facciano leggi per incentivare il ritorno dei cervelli dall’estero e non si assumano ricercatori che hanno vinto un regolare concorso».

Via IlCorriere


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