Sostituibilità: La lite non accenna a placarsi


Passa sotto traccia la dichiarazione di Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg, in risposta ad una dichiarazione del ministero della Salute, ma, seppure la tendenza è quella di lasciarla passare come del tutto inosservata o di poco conto, non è certo una notizia da lasciar cadere nel dimenticatoio. Bisogna, però, contestualizzarla un poco: Fimmg e AssoGenerici, sono arrivati ad uno scontro molto forte nelle passate settimane. Le accuse non si sono certo lesinate, ed anzi, per un osservatore cinico c’era pure da divertirsi. Non pretendiamo in queste poche righe di riassumere perfettamente lo stato delle cose, ma il fondo della discussione si concentra sull’utilizzo dei farmaci generici ed in particolare sulla loro prescrizione da parte dei medici di medicina generale. Fimmg accusa Assogenerici di fare proposte offensive e paragobabili al comparaggio, dall’altra parte si lamenta una posizione dei medici italiani assolutamente orginale nello scenario europeo, a proposito di sostituibilità dei farmaci. Da una parte AssoGenerici che fa pressione perchè nelle prescrizioni sia tenuta presente la sostituibilità, dall’altra si rifiutano le pressioni e si rigetta tutto nel fuoco. Accuse, liti, grida, insulti: sembra di assistere ad una lite in famiglia.In questo bel clima, che mischia atmosfere da fine del mondo, allo stile “evergreen” da lite di condominio, arrivano sul tavolo, improvvisamente, le parole del consigliere del Ministro della Salute, Claudio De Giuli:  “Sono certo che i medici potranno rivedere alcuni eccessi e prese di posizioni in merito alla normativa sui farmaci generici contenuta nel decreto legge sulle liberalizzazioni. Su questa materia serve maggiore buon senso da parte di tutti”. Una bomba. Una potenziale bomba. De Giuli non deve essere molto pratico delle precauzioni da utilizzare prima di buttarsi in mezzo ad una lite feroce; arriva sferzante la risposta di Milillo: “Non conosco De Giuli, ma le sue sono le considerazioni di un amministratore, non di un medico. Da parte nostra evidentemente non c’e’ nessun eccesso, tutto questo mi sembra una posizione pregiudiziale e politica”. Ovvero: Caro De Giuli, torna al tuo posto. Un primo avvertimento, senza voler ferire troppo: una specie di demarcazione del territorio.  Ma Milillo non si ferma sicuramente qui, e torna con fermezza sull’oggetto del contendere: “A mio avviso la non sostituibilita’ dovrebbe riguardare il 70% delle prescrizioni, mentre in realtà forse siamo arrivati al 20%, dunque non vedo dove sta il problema. La non sostituibilita’ si può omettere in moltissimi casi ma non e’ detto sia possibile farla diventare una regola, perche’ ci possono essere limitazioni di natura diversa che impediscono la sostituibilità”. Le posizioni sono ferme, nessun compromesso alle porte, e, men che meno, nessuna pace o accordo. I due litiganti continuano a fronteggiarsi ed i terzi, sono avvertiti: abbiano spalle ben possenti, altrimenti faranno una brutta fine.


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