Intervista ad un giovane titolare: Il dottor Domenico Addeo


Oggi intervistiamo il Dottor Domenico Addeo, giovane farmacista che ci racconta la sua storia professionale, in un’intervista che crediamo molto interessante.

Domenico, da quanto hai aperto la farmacia? 
La farmacia l’ho aperta circa da due anni e mezzo.

Ti sei laureato alla Federico II di Napoli?
Si, e subito dopo mi sono specializzato in farmacologia clinica ed ho fatto un master in epidemiologia negli Usa. Ho lavorato due anni e mezzo in farmacia e poi ho deciso di spostarmi. Ho lavorato cinque anni all’Istituto Mario Negri di Milano come ricercatore clinico, poi ho lavorato in Usa alla New York University prima e poi alla NYU school of medicine.

Ti sei dato da fare…
Beh negli Usa in realtà ero comunque dipendente dall’Italia, vivevo con una borsa di studio di circa 800 euro al mese. Arrivato ad avere 31 anni mi sono trovato ad un bivio: o rimanevo negli Usa e mi trasferivo li definitivamente, e questo avrebbe voluto dire trasferire anche mia moglie e costruire una nuova vita negli Stati Uniti, oppure, sfruttando le mie doti manageriali, sviluppate proprio a New York, e approfittando di avere una moglie ed un fratello entrambi farmacisti, tornare a Napoli e aprire un’attività.

E’ stato difficile trovare la farmacia giusta?
Dopo aver conosciuto il dottor Guerriero che mi ha assistito e che tutt’ora mi assiste in tutte le operazioni finanziarie, mi sono messo alla ricerca di una farmacia che si adeguasse alle mie esigenze senza bisogno di troppi cambiamenti. Dopo un anno l’ho trovata, e mi sono buttato.

Quindi tu entri nella farmacia da ex novo…
Si. Decisamente. Vengo da una famiglia di medici, sono stato il primo della mia famiglia a diventare farmacista. Poi è toccato a mio fratello, che lavora con me, ed adesso anche mia cugina fa il tirocinio nella mia farmacia.

Senza un appoggio in famiglia, deve essere stato tutto più difficile…
Non lo so. Ti posso dire che quest’anno ho preso un master in management e marketing, per perfezionare le mie conoscenze. Con il supporto di persone che mi hanno dato fiducia e con l’appoggio dello staff dello studio Guerriero, devo dire che la strada si è rapidamente spianata.

Ti sei lanciato in questa attività proprio nel momento in cui cambiava tutto…
Io mi ritengo molto fortunato perchè nel 2009, quando ho aperto, gli effetti della crisi ancora non erano evidenti e le banche ancora davano prestiti e fiducia con più facilità. Non è stato semplicissimo ottenere il finanziamento, ma per chi apre un’attività oggi, la situazione è ben più difficile.

Mi colpisce il fatto che tu riesci sempre a vedere il lato buono, di ogni situazione. Hai imparato questa abitudine negli Usa?
Sai come dicono gli americani? L’economia è come una scala mobile, quando si ferma rimane pur sempre una scala. E’ più faticoso, ma si va avanti. Logicamente rapportare questa concezione all’economia italiana, che è ancora improntata su posti di lavoro statali e non su chi fa impresa, diventa un po’ difficile.

Questo è un vizio strutturale del nostro paese?
Io posso dirti che secondo la mia esperienza, forse anche per la formazione che ho avuto, gli investimenti bisogna andarli a cercare, e bisogna credere ai progetti a cui si partecipa. Per questo non vorrei una banca che mi presta cifre esorbitanti da restituire in 30 anni, ma preferirei una banca che mi dia accesso, chiedendomi meno garanzie, a cifre molto più modiche da restituire in 2 anni.

Una presenza dello Stato così forte nella propria attività però dovrebbe dare anche delle garanzie, o no?
Ecco, questo è un altro problema. Molto grave. Uno Stato che non paga da 15 mesi, non è una garanzia, è un problema enorme. Pensa, che il mutuo che ho fatto in banca, ha come garanzia il lavoro che svolgo per lo Stato; ma se lo Stato non mi paga le fatture, la banca è come se si “auto-garantisse”. Diventa tutto un po’ assurdo.

Domenico, tu sembri sempre molto lucido, ma c’è un momento in cui ti sei spaventato?
C’è stato un momento, in effetti, che mi ha fatto tremare le gambe. Dopo l’accettazione della banca del mutuo che avevo richiesto, per circa una settimana nel mio conto corrente era a diposizione la cifra che avevo chiesto. Guardavo spesso quella cifra, con i vecchi nove zeri, e tremavo. Ho scannerizzato quel resoconto del mio conto corrente e lo tengo come monito. Beh, passata la settimana, quando stavo consegnando gli assegni per l’acquisto della farmacia, il mio conto era tornato alle cifre solite, e stringendo quegli assegni, mi sono posto molte domande. Credo sia normale. E’ stato il momento che maggiormente mi ha scosso: mi si riempì la testa di dubbi, ma li ignorai e mi buttai. Ma che paura!

Non hai mai pensato di scappare con il malloppo?
Sai, preso dai dubbi e dalla paura non c’ho nemmeno pensato. Solo dopo alcuni giorni che il conto era tornato nella norma, ho pensato: “Ma non potevo andarmene e spendermeli in altra maniera?”

I primi tempi, c’è stato qualcuno che ti ha dato la sicurezza necessaria, magari con qualche consiglio, o hai fatto tutto da solo?
Sicuramente il mio mentore: Vincenzo Tanzillo. E’ un collega con cui ho lavorato assieme, e che ha acquistato la farmacia prima di me. E’ stato a lui che mi sono rivolto appena ho deciso di acquistare una farmacia, ed è stato lui a mettermi nelle mani dello Studio Guerriero. Ancora oggi, quando ho un problema, mi rivolgo a lui. Mi fa da psicologo. Abbiamo un rapporto speciale forse perché abbiamo una storia simile in alcuni punti.

Quanti collaboratori hai nella tua farmacia?
Al momento siamo io, mio fratello ed un magazziniere. Mi avvalgo molto dei tirocinanti. Non sono in grado di fare assunzioni al momento, ma fornisco tutta la mia esperienza ai tirocinanti. Sono molto chiaro con i giovani laureati che vengono a fare tirocinio nella mia farmacia: non posso assumerli, ma do’ il massimo per garantirgli una formazione completa. Molti dei giovani in attesa di occupazione che hanno lavorato da me, in breve sono stati assunti da aziende farmaceutiche o da altre farmacie, infatti, è nata la leggenda che lavorare nella nostra farmacia porti fortuna.

Le liberalizzazioni messe in atto dal governo Monti, hanno sconvolto il mondo della farmacia, oppure no?
Noi stiamo pagando le colpe di una serie di errori commessi negli anni. Mi sono documentato, e da quel poco che sono riuscito a capire mi pare che negli anni, più volte, sia stata data la possibilità, ai proprietari di farmacia, e più in generale ai beneficiari di un “monopolio”, di adeguarsi lentamente alle necessità oggettive del paese. I miei colleghi però hanno sempre scelto di continuare ad approfittare dei privilegi senza pensare troppo al futuro. Adesso, questo governo tecnico, ha deciso che non c’è più tempo per adeguarsi gradualmente, ma bisogna farlo in tempi rapidissimi.

Quali credi saranno i risultati che si otterranno con queste scelte traumatiche?
Io credo che questa sia una manovra per anticipare un nuovo modo di pensare la sanità. Si cerca di far scendere il prezzo dei farmaci, perchè lo Stato, a mio avviso, si sta defilando. Abbassa i prezzi e poi scappa. La farmacia ha rappresentato fino ad oggi, l’ultimo posto dove si riscontrava una presenza fortissima dello Stato. Io credo che nel progetto globale della politica italiana ci sia lo smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale: si eliminano alcuni privilegi e si cerca di instaurare una politica di abbassamento prezzi dei farmaci per prepararsi la via d’uscita. E’ il fallimento del più grande sistema assistenzialistico europeo.

Si va verso un sistema “all’americana”?
Credo di si. Credo si arrivi ad un sistema misto. Prima con una tessera, nel nostro paese, si prendeva anche il pane, poi solo le medicine, ed adesso si va verso una compartecipazione. Le soluzioni sono due: o si torna alle vecchie mutue, o si andrà verso un sistema completamente diverso dove lo Stato si fa da parte.

Questa visione strategica è molto interessante, ma c’è stato un errore da parte dei farmacisti titolari nel gestire l’immagine della categoria?
Secondo me si. Decisamente. Da un punto di vista di pubbliche relazioni e gestione dell’immagine, hanno sbagliato completamente approccio. Come categoria abbiamo anche lasciato che fossero riportate alcune notizie in maniera molto approssimativa, fino a che sono stati travisati completamente tanti fattori e valori.

Come ti sei sentito davanti alle immagini della farmacia di Novi Ligure, nel servizio oramai notissimo, de “Le iene”?
Ero con mia moglie, quando ho visto le immagini, ed ero curioso di sapere dove fosse quella farmacia. Appena ho appreso che non era a Napoli quella farmacia, ho esultato. Lo confesso, non è una questione di campanilismo, ho esultato perchè solitamente queste cose accadono sempre da noi, e per una volta non siamo coinvolti.

E’ un fatto grave?
A mio avviso si. Ne esce un sistema di collusione spaventoso. A tutti i gradi. Non posso esserne certo, ma io credo che quello sia la punta di un iceberg.

Pensi a dei retroscena peggiori di quel che già si è visto?
Io ho dei dubbi anche sul perchè questo farmacista ha deciso di denunciare la farmacia in cui lavorava. Non credo molto ai buoni sammaritani. E’ purtroppo molto vera la denuncia che emerge dal servizio sul fatto che nel nostro paese, se sei onesto, se segui le leggi, non ti assumerà mai nessuno. Ma il sistema delirante, che quella farmacia aveva instaurato, da anni, con complicità tali che non sembravano temere ispezioni dagli organi competenti, è agghiacciante.

Tornando ad argomenti meno spinosi, ti vorrei chiedere, ma il farmacista è un commerciante?
La farmacia la si può interpretare in varie maniere: come l’ultimo gradino evolutivo di una salumeria, e questo è il modo in cui si è concepita la farmacia per troppi anni, oppure, e questa è la visione più vicina al mio modo di pensare, come il primo gradino di un’azienda.

Il ruolo del farmacista è quindi cambiato profondamente negli anni?
Decisamente si. Il proprietario di una farmacia non può racchiudersi nel ruolo del semplice dispensatore al banco. Non dico che bisogna attivare controlli di gestione complessi come quelli di un’azienda con previsioni di budget, revisioni fiscali trimestrali… Ma bisogna trattare la farmacia come una piccola azienda, ed il proprietario deve essere una sorta di coordinatore e supervisore delle varie sfaccettature del lavoro. Se il titolare non è in farmacia, l’attività non deve assolutamente rallentare, o modificarsi.

Questo discorso non piacerà ai farmacisti dipendenti…
Il farmacista dipendente, viene pagato poco come laureato, è vero, ma non ha responsabilità dirette. Se sbaglia paga il titolare e la farmacia. In assenza del titolare molte attività non possono essere svolte, per legge. Sarebbe molto utile, eliminare alcune di questi legami tra farmacia e titolare, in modo da rendere la farmacia un’attività più moderna. Il titolare dovrebbe essere una sorta di amministratore delegato.

Tu credi nel supporto che le nuove tecnologie offrono?
Io sono un appassionato di tecnologia, quindi non possono che rispondere: si. La farmacia, ad oggi, ha bisogno della rete, sia per la parte promozionale, magari con profili facebook od altre piattaforme, sia come fonte di ricerca per fornire un’informazione in più al cliente, in maniera rapida e precisa.

E cosa ne pensi dell’E-commerce?
La farmacia è un piccolo polo commerciale, e l’e-commerce costituirà il primo gradino per il salto verso un mercato più espanso. Io sto studiando per attivarmi nell’e-commerce, perchè credo che questo sarà il mercato del futuro. Ovviamente è una scelta che va ben studiata perchè  si tratta di un’attività parallela, con regole e necessità completamente diverse rispetto alla normale farmacia.

Domenico, come sarà la farmacia nel 2020?
Questa è una domanda bellissima che mi intriga tantissimo. Enormi superfici di vendita nelle quali si vende di tutto, e dentro a questo “megastore” ci sarà un reparto dedicato, dove il farmacista svolgerà la sua funzione più antica. La dispensazione dei farmaci avverrà attraverso prescrizioni che saranno solo in forma elettronica, il medico comunicherà direttamente con la farmacia, ci saranno angoli per consulenze farmacologiche… Sarà una farmacia più vicina ai modelli americani ed inglesi.

In questa visione mi pare non ci sia un ruolo importante per lo Stato, o sbaglio?
Lo Stato in effetti non si occuperà più del sistema sanitario, e i cittadini non pagheranno più le tasse sanitarie. Si faranno convenzioni con le aziende per cui si lavora, come accadeva anni fa con le mutue, o con le assicurazioni.

Com’è il tuo rapporto con i clienti in farmacia?
Molto bello. E’ come avere una bella donna da conquistare giorno dopo giorno. Dico spesso ai miei clienti che vorrei tanto aprire un ristorante per poterli avere come clienti per puro piacere. Purtroppo chi viene in

farmacia, non sta bene o ha qualche caro che non sta bene, ma a volte i miei clienti passano anche soltanto per un saluto. E questo fa piacere davvero. Per il Natale 2011, ad esempio, i miei clienti mi hanno riempito di ogni leccornia: sono cose che ti aprono il cuore.

Qualche soddisfazione lavorativa con i clienti?
Un farmaco mutuabile è stato ritirato dall’azienda produttrice e lo ha fatto diventare farmaco di fascia C. Un cliente mi chiede proprio quel farmaco e gli ho dato tutta la spiegazione, in maniera completa ed esaustiva, spiegandogli anche che il farmaco era passato da 2 euro a 24. Il cliente dopo qualche giorno è tornato, e mi disse: “Dottore, io non vivo a Napoli, sono della provincia, ma visto che lei è stata l’unica persona che ha avuto la pazienza e la volontà di dedicarmi tempo e di spiegarmi con precisione ogni cosa, mi è sembrato il minimo tornare a comperare il farmaco da lei.” Da quel momento è divenuto mio cliente abituale, seppure lontano geograficamente dalla mia farmacia. E’ bellissimo sapere che la tua professionalità viene recepita ed apprezzata.

Una storia buffa o assurda avvenuta nella sua farmacia?
Pochi mesi dopo aver aperto la farmacia, avevo deciso di cambiare insegna. Richiedo l’ennesimo prestito e compro questa “croce” bellissima, che dava tutto un altro aspetto alla mia attività. Nemmeno il tempo di accenderla e mi arriva in farmacia una signora di oltre 90 anni, con la nipote, e mi dice che abita proprio davanti alla mia farmacia, ed avendo lei un problema agli occhi, se non avessi rimosso immediatamente la nuova insegna lei avrebbe chiamato la Polizia Municipale. Dopo denunce e litigi, siamo diventati amici. Un giorno sono andato a casa della signora e ho visto che lei si sedeva da almeno settant’anni nella stessa posizione. Dopo molte prove che ho fatto sul posto, ho suggerito di girare la sedia, e adesso la signora può gustare una panoramica di Napoli completamente diversa, e la luce della mia bellissima “croce” non le arreca più alcun fastidio.

Grazie Domenico, questa è una bellissima storia.
Io credo che questa storia, simboleggi che se c’è voglia di trovare una soluzione ai problemi, la si trova. Può essere presa ad esempio per spiegare la situazione di contrasto tra Governo Monti e i farmacisti: se c’è vera volontà di cambiare si riuscirà a fare un compromesso, ma se c’è la sola volontà di prendere senza dare, non si arriverà mai a nulla.

 


0 risposte a “Intervista ad un giovane titolare: Il dottor Domenico Addeo”

  1. Caro dott. Addeo
    ma quale banca versa soldi sul conto di un cliente, addirittura settimane prima dell’atto di acquisto della farmacia ????
    Di piu’….. quale banca finanzia, o finanziava nel 2009, l’acquisto di una farmacia con unica garanzia la sua d.c.r.????
    E poi…. una farmacia comprata nel 2009, con organico di 2 farmacisti ed 1 magazziniere non fa cifre a 9 zeri !!!!
    bbbbooooohhh ….
    saluti

  2. Per il sig Mario Rossi:
    Non so se lei conosce le modalità di erogazione mutui relative all’acquisto di una farmacia.
    Cosa di cui dubito si sia informato. A tal proposito la invito a contattarmi personalmente per illustrarle tutta la pratica che tra le altre cose essendo un atto pubblico è tranquillamente consultabile da chi di competenza. In secondo se lei crede che per far cifre a 9 zeri come dice lei tre persone siano poche le ricordo che in
    Primis le cifre sono a sei zeri ed anche in questo caso la invito a venirmi trovare. Anzi se vuole le offro la possibilità di fare un stage da me così da osservare e poi dedurre.
    In ultimo saró ben lieto di poter rispondere a tutte le domande e/o dubbi che vorrà sottoporre alla mia attenzione.
    Cordialmente la saluto,
    Domenico Addeo

  3. ” Guardavo spesso quella cifra, con i vecchi nove zeri, e tremavo” .
    Questo Lei scrive ed a questo mi riferivo….
    Nel mio piccolo, dal 1999 ad oggi, ho acquistato in societa’ 2 farmacie e poi, poco tempo fa’, la terza da solo. In tutte queste operazioni mai e dico mai sono stati erogati soldi su di un conto corrente personale. Bensi’ l’addetto della societa’ finanziara ….delle societa’ finanziarie che mi hanno supportato hanno partecipato al rogito erogando contestualmente. In ogni caso buona parte dei prestiti e’ stato necessario garantirli…. in solido !!
    Evidentemente non ispiro benevolenza….
    P.S.
    in primis, nell’escursus dovrebbe venire prima del ….secundis !!!!

    Saluti

  4. Grazie per la correzione grammaticale, la terró presente nel successivo commento.
    Tornando al suo commento, forse dall’intervista non si è capito e gliene devo dare atto, ma comunque il tutto è stato possibile grazie alla mia famiglia che è alle spalle che hanno fatto da garanti. Cosa quest’ultima che non ho mai negato a chiunque me lo avesse chiesto. Ma ripeto evidentemente nella intervista non era ben chiaro. Il mio invito resta sempre aperto visto che ha dichiarato anche lei di essere un titolare saró ben lieto di poterla ospitare ed a questo punto saró ben felice di poter ascoltare i suoi commenti positivi o negativi che siano. Nel mio piccolo peró ho capito una cosa che ogni acquisto di farmacia é una storia a parte. Io credo semplicemente di essermi rivolto alle persone giuste.
    Mi scuso sin da ora per eventuali errori di sintassi e/o grammaticali laddove ne avessi commessi.
    In attesa di incontrarla dal vivo,
    Le porgo i miei omaggi.

    Domenico Addeo

  5. Egr Collega sembra una favola e io che ho seguito lo stesso percorso al nord faccio fatica a credere che lei riesca a pagare anche solo la meta dell’esborso fermo restando che l’altra meta del valore licenza la abbia già saldata cash coi contanti di famiglia ..visto il numero di dipendenti pare ovvio che nn possieda l’iper store da 400mq uk style da lei citato e mi chiedo allora se la fidelizzazione dell’utenza NN si basa sulla verticalizzazione con studi medici (sicuro che come me, lei nn ha nessun mmg o parente medico tale satellite?) come faccia lei a garantirsi un passaggio degno di un supermercato tale da rendere ssn e cassetto in rapporto almeno del 30/70 unica formula di mera sussistenza. Come si comporta con le ricette di cl C ..a Napoli chiedete la ricetta x il Tavor il Viagra o le pillole? Io nn concedo mai nulla fuori dalle regole e faccio davvero fatica col 20!!! di ssn e 80!!! di cassetto in zona peraltro a vocazione turistica; marg op lordo medio 39,5!!!NDR) …fate della galenica aggressiva (fendimetrazina o integratori x palestre?) …gestite un centro benessere? …cliniche? ..conventi o altro? Dove sta il trucco o la bravura SI INTENDE? ..perchè di leciti dubbi si tratta e NN DI GIUDIZIO, tengo a precisare! Mi scuso quindi x tanta diffidenza ma qualcosa nn mi torna davvero come daltronde la sopravvivenza al sud di farmacie che nn vedono svariate mensilità di ssn! Se nn hai canali alternativi di sussistenza nn puoi reggere più di due mensilità mancate! Novi L sarà al nord e le avra’ dato morale ..io sostengo invece che se al nord certe aberrazioni sono purtroppo realtà al sud siano norma comune e ineluttabile e davvero faccio fatica a credere che come me lei nn faccia nulla di creativo x essere così liquido come dice ma esprima “solo” la sua fiera (indiscutibile) professionalità …xchè io sono arrivato alla conclusione che qs bel mestiere NN SI POSSA FARE ONESTAMENTE CON CONGRUO PROFITTO e mi rendo conto della gravità di qs ultima triste presa di COSCIENZA

    Le auguro di poter mantenere sempre qs livello di ottimismo!

    Un collega davvero manicheo

  6. ”io sono arrivato alla conclusione che qs bel mestiere NN SI POSSA FARE ONESTAMENTE CON CONGRUO PROFITTO e mi rendo conto della gravità di qs ultima triste presa di COSCIENZA”
    …he,he, che para…cubi questi titolari. Fanno finta di prenderne coscienza solo adesso e chissa’ da quanto tempo dalle loro parti va avanti sta storia….il ”trota” poi ce lo dice senza neanche firmarsi per nome e cognome. He,he che banda Bassotti. E poi vogliono coinvolgere pure le parafarmacie, che ridere.

  7. ..rosario pensa alla tua botteguccia asfittica e della “trota” vai a darla a tua sorella … siamo ancora nei 90gg x la querela .. datti una regolata xche’ hai veramente stufato

  8. He, he, he dalla tua reazione scomposta intuisco che hai qualcosa o molto da nascondere…
    Dai confessa tutte le malefatte e ti togli il pensiero…bisogna liberarsi dai pesi della coscienza. Tanto ”andrea” e’ conosciuto solo per la sua essenza da pesce di lago, ma non per l’anagrafica.

  9. Nell’intervista, viene affermato che “Il farmacista dipendente, viene pagato poco come laureato, è vero, ma non ha responsabilità dirette”. Ricordo, al proposito, invece, che il farmacista dipendente ha responsabilità dirette dal momento che in caso di dispensazione errata del farmaci nel risponde penalmente e dunque DIRETTAMENTE. Inoltre, vale la pena citare anche l’articolo 3 coma c del codice deontologico del farmacista in cui si dice chiaramente che il farmacista deve operare in piena autonomia e coscienza professionale e ciò impone di conseguenza un enorme carico di responsabilità PERSONALE E DIRETTA. Come farmacista collaboratrice che lavora con spirito di abnegazione e grande senso di responsabilità, chiedo di rettificare l’affermazione di cui sopra in quanto potenzialmente lesiva dell’immagine, del ruolo e dell’autonomia professionale del farmacista collaboratore.
    Vi ringrazio, vi auguro buona giornata e porgo cordialità.

    Dott.ssa Iacoboni

    • Gentile Dr.ssa Iacoboni, la mia affermazione nasce dal fatto che in letteratura non sono fino ad adesso riuscito a trovare dei riferimenti legislativi specifici sull’argomento, ma che anzi alla fine veniva sempre condannata la farmacia ed il titolare.

      Ad esempio in caso ricetta ssn errata, non è possibile individuare colui che la ha spedita, simil cosa accade quando si appone il timbro su una ricetta ripetibile.

      A meno che l’infrazione non venga contestualizzata al momento che accade, come si può facilmente evincere non è facile risalire o comunque non è possibile risalire a chi materialmente ha spedito quella ricetta.

      Questo è in sostanza quello che volevo intendere.

      Se ho fatto quell’affermazione è perché a conti fatti, ma potrei sempre sbagliarmi, in caso di errore commesso da un collaboratore di farmacia (io sono innanzitutto un farmacista e poi un titolare), a pagarne le conseguenze è la farmacia in quanto sede in cui opera il farmacista e che deve vigilare su quanto lui compie ed il titolare stesso.

      Infine non credo che si leda dal mio punto di vista la figura del farmacista ma anzi si vuole sottolineare ,che è poi quello che io volevo dire, che i collaboratori devono essere rivalutati, pagati di più e devono avere la possibilità di avere maggiori deleghe e responsabilità. Perché sono le basi della farmacia.

      Forse stiamo dicendo la stessa cosa ma con parole diverse.

      Le chiedo scusa se in qualche modo lei si è potuta sentire offesa da ciò che ho detto, in quanto non nelle mie intenzioni.

      Io sono dalla parte dei farmacisti collaboratori, io sono stato un collaboratore, il fatto di essere un titolare non vuol dire che ci si dimentica di cosa si è stato di quello che si è fatto e di come la si pensa o che non si continui a portare avanti le idee in cui si è creduto fino a pochi giorni fa.

      — Fonte http://www.ordinefarmacistinapoli.it—
      cito testualmente l’art3 del codice deontologico del Farmacista

      articolo 3

      1. Al farmacista è vietato, in qualsiasi modo, consentire o agevolare la somministrazione, a uomini o animali, di droghe o di altre sostanze farmacologiche e, comunque, l’uso di metodi o prodotti, a fini di doping.

    • Gentile Dr.ssa Iacoboni, la mia affermazione nasce dal fatto che in letteratura non sono fino ad adesso riuscito a trovare dei riferimenti legislativi specifici sull’argomento, ma che anzi alla fine veniva sempre condannata la farmacia ed il titolare.

      Ad esempio in caso ricetta ssn errata, non è possibile individuare colui che la ha spedita, simil cosa accade quando si appone il timbro su una ricetta ripetibile.

      A meno che l’infrazione non venga contestualizzata al momento che accade, come si può facilmente evincere non è facile risalire o comunque non è possibile risalire a chi materialmente ha spedito quella ricetta.

      Questo è in sostanza quello che volevo intendere.

      Se ho fatto quell’affermazione è perché a conti fatti, ma potrei sempre sbagliarmi, in caso di errore commesso da un collaboratore di farmacia (io sono innanzitutto un farmacista e poi un titolare), a pagarne le conseguenze è la farmacia in quanto sede in cui opera il farmacista e che deve vigilare su quanto lui compie ed il titolare stesso.

      Infine non credo che si leda dal mio punto di vista la figura del farmacista ma anzi si vuole sottolineare ,che è poi quello che io volevo dire, che i collaboratori devono essere rivalutati, pagati di più e devono avere la possibilità di avere maggiori deleghe e responsabilità. Perché sono le basi della farmacia.

      Forse stiamo dicendo la stessa cosa ma con parole diverse.

      Le chiedo scusa se in qualche modo lei si è potuta sentire offesa da ciò che ho detto, in quanto non nelle mie intenzioni.

      Io sono dalla parte dei farmacisti collaboratori, io sono stato un collaboratore, il fatto di essere un titolare non vuol dire che ci si dimentica di cosa si è stato di quello che si è fatto e di come la si pensa o che non si continui a portare avanti le idee in cui si è creduto fino a pochi giorni fa.

      — Fonte http://www.ordinefarmacistinapoli.it—
      cito testualmente l’art3 del codice deontologico del Farmacista

      articolo 3

      1. Al farmacista è vietato, in qualsiasi modo, consentire o agevolare la somministrazione, a uomini o animali, di droghe o di altre sostanze farmacologiche e, comunque, l’uso di metodi o prodotti, a fini di doping.

    • A supporto di quanto da me detto:
      TULS – RD 27 luglio 1934, n. 1265
      ART. 122
      La vendita al pubblico di medicinali a dose o forma di medicamento non è permessa che ai
      farmacisti e deve essere effettuata nella farmacia sotto la responsabilità del
      titolare della medesima.

      http://www.iusfarma.it/il-titolare-di-farmacia-risponde-degli-errori-dei-collaboratori-it

      Cito una sentenza del Tar Lombardia:
      Secondo il Tar Lombardia il titolare di farmacia è personalmente responsabile
      della corretta dispensazione dei medicinali, anche se avvenuta ad opera di un
      farmacista collaboratore.
      così si legge nella motivazione della sentenza n. 2305 del 13.9.2012, della
      quale si trascrive il brano corrispondente:
      19. Con il secondo motivo viene dedotta la violazione del principio della
      responsabilità personale sancito dall’art. 3 della legge n. 689/81, in quanto, a
      dire del ricorrente, l’Amministrazione avrebbe omesso di identificare
      trasgressore.
      20. Anche questa doglianza è infondata giacchè, ai sensi dell’art. 122, comma
      1, del r.d. 27 luglio 1934 n. 1265, la vendita al pubblico di medicinali è
      effettuata sotto la responsabilità diretta del titolare della farmacia.
      21. E’ questi dunque il soggetto cui deve essere imputata la trasgressione
      qualora vengano accertate violazioni concernenti la vendita dei farmaci: il
      titolare non è quindi responsabile in solido, ma responsabile principale.
      22. Nel caso concreto, è incontestato che il ricorrente sia il titolare della
      farmacia; pertanto correttamente l’Amministrazione ha individuato in lui
      l’autore della violazione compiuta.

  10. Salve dott addeo io ho letto con attenzione la sua intervista, sino un giovane laureato in farmacia tutti mi dico che sara per me impossibile comprare una farmacia, ma sebdendo la sua storia non è cosi e siccome soni un tipo positivo come lei vorrei avere maggiori informazioni magari venire a fare un tirocinio da lei mi può contattare

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