Federfarma Pavia, referendum per malcontento nel sindacato


Referendum sempre più di moda, ora anche in farmacia. Ci prova Federfarma Pavia, che da ieri propone ai titolari della Lombardia (e non solo) un questionario fatto di due semplici domande per misurare la soddisfazione della categoria nei confronti del sindacato e dei suoi vertici. Un mese circa per raccogliere le risposte, e poi si tireranno le prime somme. «Siamo convinti» spiega il presidente dei titolari pavesi, Enrico Beltramelli «che i farmacisti lombardi e più in generale italiani non siano sufficientemente informati; riteniamo indispensabile il coinvolgimento della base e abbiamo preparato questo sondaggio proprio per conoscere il suo livello di adesione alle scelte operate dai dirigenti regionali e nazionali». Nel mirino di Federfarma Pavia, in particolare, c’è la linea tenuta dal sindacato in occasione dei più recenti provvedimenti governativi. «La gestione» è l’accusa «si è rivelata particolarmente negativa quando ha bloccato gli scioperi già deliberati dalla stragrande maggioranza delle assemblee provinciali. L’Assemblea convocata per domani, inoltre, segue di una quindicina di giorni, e quindi con un ritardo particolarmente grave, le voci sui nuovi interventi del Governo».
La richiesta, in sostanza, è quella di un cambio di passo: «Veniamo da una serie di sconfitte e da una perdita del valore economico della farmacia che hanno messo in ginocchio tutti» ricorda Beltramelli «dobbiamo riappropriarci del nostro Sindacato o, in alternativa, chiederci se sia arrivato il momento di crearne uno nuovo».

Via Farmacista33


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