Noi siamo la Farmacia


RICEVIAMO IN REDAZIONE E PUBBLICHIAMO INTERAMENTE QUESTA LETTERA D’INTENTI

Passato il Decreto Liberalizzazioni, sulle Farmacie è calato il silenzio.

Anche gli inviti rivolti a noi Titolari dalle nostre Organizzazioni perché “finalmente guardiamo al futuro” nient’altro sono che un espediente per farci discutere d’altro, così da non pensare e quindi reagire ai soprusi e ai ricatti che abbiamo subito.
Perché parliamo di “soprusi”?  Quando nel 2004 la GDO ritenne di dover ampliare la propria gamma di prodotti in offerta, avendo verificato un notevole rallentamento del valore dello scontrino medio, ritenne ovviamente di doversi appropriare del capitolo Farmaci. Partirono quindi le prime iniziative, politiche e non, per entrare nel mercato della salute. Ne sono buone testimonianze il D.L. 87 del 27/05/2005 (cosiddetto Decreto Storace/Destra Nazionale) convertito con Legge 149 del 26/07/2005 che prevedeva l’eliminazione del prezzo fisso e l’introduzione di sconti in farmacia su SOP e OTC. Naturalmente, con il cambio del Governo, uscì il D.L. 223 del 04/07/2006 (cosiddetto Decreto Bersani/Pd) convertito con Legge 248 del 04/08/2006 che consentiva la vendita dei medicinali di automedicazione e SOP in tutti gli esercizi commerciali e veniva altresì eliminato il limite del 20% sullo sconto degli stessi.Perché parliamo di “ricatti”?

Riteniamo che la riduzione del quorum e la possibile eliminazione della pianta organica siano argomenti particolarmente significativi.
Dal canto loro le Istituzioni hanno interesse ad archiviare il caso, per proseguire nella loro politica di portare tutto il farmaco nella GDO, come se nulla fosse avvenuto, ed inoltre, per permettere l’entrata del capitale nella gestione delle Farmacie (vedi la scissione del binomio Direzione – Titolarità per gli ultra-sessantacinquenni), pur essendo le Farmacie sul territorio supporto indispensabile alla salute degli Italiani. A tal proposito, giova ricordare un pronunciamento della Magistratura che definisce le Farmacie “Aziende Sanitarie Private d’Interesse Pubblico”:imaginatele in mano a grandi gruppi economici e non a singoli professionisti autonomi!
In realtà il Governo ha eseguito un vero e proprio esproprio sul piano professionale e patrimoniale contro noi Titolari: un provvedimento attuato tuttavia senza compensazioni, né progressività; basato su motivazioni distorte, applicato dall’oggi al domani, addirittura in modo retroattivo; sbandierato con palese disprezzo per la nostra categoria.

Liberalizzazioni? No: dirottamento del mercato della salute da professionisti del farmaco a professionisti del mercato. In nessuna riforma si impongono ed applicano nuove regole in corso d’opera; si prevedono infatti sistemi di indennizzo e compensazione, e tempi diluiti di attuazione. Con il Decreto Liberalizzazioni, a differenza di altre categorie, per le Farmacie questo non è avvenuto.
Non staremo più a questo gioco: non accetteremo più di sacrificarci in silenzio al servizio di un Governo che vuole campare di ambiguità sulla nostra pelle. Non siamo più disposti a subire altre decisioni Sindacali incomprensibili come quelle assunte:

 prima dell’approvazione del Decreto Liberalizzazioni, quando il nostro Sindacato, unico rispetto a tutte le altre categorie, non ha saputo difendere le nostre istanze dai colpi del Governo;

 in seguito, fino a oggi, quando il nostro Sindacato sembra non avere più interesse a combattere per risalire la china, e non sa trasformare in potere negoziale la buona reputazione conservata a caro prezzo dalla categoria presso i Cittadini. Siamo Titolari che vogliono rialzare la testa e se necessario dare battaglia; non per assalire il Servizio Farmaceutico, come stanno facendo ipocritamente altri soggetti con la complicità dei partiti; ma, semplicemente, per riprenderci ciò che è nostro e per tutelare la continuità del lavoro di tutti i nostri Collaboratori. Diciamo “Nostro” in quanto acquisito per concorso o per titolo oneroso, senza sconti o scorciatoie, e con i sacrifici di una vita; nostro, in ogni caso, perché sempre in coerenza con tutte le regole fissate dallo Stato, e quindi assieme ai doveri riteniamo di avere diritti legittimi da difendere, nell’interesse delle Farmacie, del Servizio Farmaceutico e quindi dei Cittadini. Vorremmo solo continuare ad essere quello che finora siamo stati per la salute degli Italiani La salute degli Italiani esige farmacie e non parafarmacie e non si deve sorprendere la buona fede dei cittadini ricorrendo alla magica parola “liberalizzazioni”.

Unica e reale liberalizzazione è la facoltà per i laureati in farmacia ed abilitati alla professione, di aprire nuove farmacie su regole ben precise che non portino all’apertura di “chioschi dell’Aspirina”. Regole che per cinque anni assicurino la continuità dell’attuale Servizio Farmaceutico introducendo il parametro della distanza minima tra le singole farmacie distinguendo i centri abitati con più o meno di 15000 abitanti. Noi siamo i Carabinieri del Servizio Farmaceutico. Per quest’opera di rifondazione vogliamo ripartire da evidenze elementari: ragioni comprensibili e verificabili da tutti, anche dai Cittadini stessi, sulle quali vogliamo invitare i Titolari a confrontarsi e a mobilitarsi con noi.

“Manifesto”
1. Rimettiamo in discussione il rapporto tra Stato e Titolari nell’esercizio del Servizio Farmaceutico.
1.1 Sul ruolo dello Stato I Titolari non possono più accettare di essere considerati dalle Istituzioni dello Stato come “partner” (quando devono accollarsi oneri e inefficienze della Pubblica Amministrazione) e poi trattati come “sudditi” (quando chiedono di far valere anche le proprie ragioni e i legittimi interessi).

 Se lo Stato vuole applicare alla Farmacia tutte le categorie di un’Azienda, allora deve fare un passo indietro e lasciare alla Farmacia margini di manovra più ampi.
 Se invece lo Stato vuole avvalersi della Farmacia come sostituto erogatore di servizi “a prezzi imposti dallo Stato”, allora deve pure prevedere meccanismi di remunerazione coerenti con i costi reali sopportati dalle Farmacie.

1.2 Sulla natura della Farmacia La Farmacia è un soggetto economico che si basa su 2 fondamenti: i) la gestione e dispensazione del Farmaco e ii) il ruolo professionale del Farmacista. In quanto Impresa, la Farmacia non può sopravvivere se costretta a operare in perdita, contro le comuni leggi di equilibrio economico di ogni Azienda.

1.3 Sul ruolo del Titolare di Farmacia
I Titolari in quanto Proprietari e Responsabili ultimi della Farmacia sono portatori di rischi, doveri e diritti specifici ed esclusivi, peraltro ratificati da leggi dello Stato, rispetto ad altri laureati in Farmacia.
E’ quindi necessario che la loro voce, quando si parla di distribuzione del farmaco e di Farmacia, sia accolta e tenuta distinta rispetto a quella degli altri.

2. Recuperiamo le funzioni e le marginalità sottratte alla Farmacia E’ necessario che ogni provvedimento del Decreto Liberalizzazioni sia quantificato nei suoi impatti economici sulla Farmacia, e se è motivo di sbilanci sia rinegoziato.
La congruenza economica è la condizione necessaria per la sopravvivenza non solo della Farmacia, ma anche del Servizio che i Cittadini si attendono.

3. Restituiamo alla Farmacia il suo prestigio
Non basta che i Titolari siano bravi: occorre che le Istituzione lo sappiano e lo riconoscano come già fatto dalla pubblica opinione.
Volontà di comunicare in modo persuasivo e capacità di sensibilizzare tutti i livelli pubblici ed istituzionali sono un passo fondamentale per la ripresa. Non solo una mossa, pur necessaria, di autodifesa dalle campagne denigratorie; ma uno strumento di attacco propositivo per guadagnare consenso e ridare alla Farmacia la rispettabilità e la centralità di ruolo che si merita.

Le Farmacie sono dei Titolari
Decisioni straordinarie e/o pregiudizievoli per il futuro delle Farmacie non possono e non devono essere accolte dalla Presidenza dell’Associazione senza il consenso assembleare. Si dovranno rivedere i meccanismi di consultazione e le deleghe di rappresentanza interne al Sindacato.

5. Programma
Intendiamo impegnarci con un piano di interventi, in più direzioni, che prevede di:

1. Recuperare pianta organica e distanza minima;
2. Recuperare la marginalità; 3. Riorganizzare turni ed orari;
4. Rinegoziare i servizi prestati sinora a titolo gratuito, turni di servizio compresi;
5. Recuperare i rapporti con istituzioni, politica e mass-media;
6. Creare sinergie con le Associazioni di Medici Specialisti, Organizzazioni di Consumatori e Comitato di Difesa del Malato.
7. Dialogare con le istituzioni, in primis con la Commissione Prezzi e Rimborsi di AIFA: è insostenibile subire danni economici continui e non concordati sul valore del nostro magazzino.
8. Dialogare con i Portatori di Interessi ( Pazienti, Asl, Farmindustria, Assogenerici). Bisogna poter discutere e risolvere la continua penuria di alcune categorie di medicinali mancanti su tutto il territorio nazionale come anche l’obbligo di dover stoccare un numero altissimo di referenze della stessa molecola.


3 risposte a “Noi siamo la Farmacia”

  1. La firma alla fine dell’ articolo e’ sempre obbligatoria perche’ un articolo anonimo non ha nessun valore. Sul fatto che la firma serva per mandare degli spiccioli a dei poveracci titolari di farmacia, dissento. Mi sembra una questione di buona educazione e di rispetto per i colleghi titolari che hanno diritto ad esprimere il proprio pensiero e le proprie preoccupazioni per il futuro come tutti i farmacisti in genere che siano collaboratori di farmacie private piuttosto che titolari di parafarmacie o collaboratori nella grande distribuzione o altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *