PILLOLEDINFORMAZIONE – Il resoconto dell’Assemblea Utifarma di Palermo del 29-06-12


Ci è stato detto in Assemblea che non serviamo a nulla e che siamo degli squilibrati, pertanto vi preghiamo di leggerci sotto

l’ombrellone per puro sollazzo!

Eravamo davvero in pochi, circa una trentina.
La presidente Lo Casto lamentava a tal proposito un generale disinteresse da parte degli iscritti, e si addolciva la pillola dicendo che
se i Colleghi non partecipano, forse, è perché si sentono ben rappresentati dall’odierno Sindacato e “possono dormire tra due
guanciali”.

Noi crediamo invece che, al di là di un generale e disarmante pessimismo e disfattismo che oggi pervade ogni settore della nostra
società, la scarsa affluenza sia scaturita da un Ordine del Giorno blindato e demotivante (“attività svolta e da svolgere”) in
un’Assemblea Ordinaria in cui, come saprete, non è possibile inserire alcuna mozione.
Avendo il tempo a disposizione, avremmo potuto raccogliere un certo numero di firme per chiedere l’Assemblea Straordinaria. Nulla
toglie però che, alla luce degli insuccessi sindacali e per gli imminenti provvedimenti che colpiranno ancora una volta le nostre
aziende, anche in un’Assemblea Ordinaria indetta per assolvere ad un formale obbligo di statuto si sarebbero potuti inserire anche
argomenti più rilevanti. Ci poteva stare anche un voto di fiducia/sfiducia alla Racca.Ma la Presidente di Federfasma (“s” !!) Palermo, delegata a Bruxelles dalla Presidente Racca, se ne è ben guardata dal farlo.

Seguiva la lettura di una missiva della Presidente Racca dove, per essere sintetici, “se la cantavano e se la suonavano” con un
comunicato molto simile nei contenuti a quello che preannunciava il famoso sciopero poi reiterato. A fine relazione, e dopo esplicita
richiesta, la Presidente ci comunicava (confermava) di aver votato a Roma, per l’ennesima volta, la fiducia all’amica Anna Rosa  Racca.

Si sono susseguiti alcuni interventi, tra i quali:
Silvia Timoneri: Con un’analisi lucida ed intelligente, ha manifestato la sua delusione in un Sindacato su cui contava, non si spiega la
mancata presa di posizione sulla diffida da noi ricevuta da parte di Federfasma, non si spiega l’immobilismo della federazione.

Francesco Di Marco: Il collega si chiede se le regole pensionistiche a cui è soggetto un Farmacista sono proporzionate alle
retribuzioni ed ai benefit percepiti dai vertici ENPAF. Consigliamo al collega Di Marco, non per presunzione ma per esperienza
recente, di evitare certe domande… per prudenza.

E’ lo stesso Collega Patti a sussurrarci, velatamente, con quel fare da Siciliano vissuto, che non farebbe mai certe domande… non
sono opportune! Noi abbiamo chiesto: è lecito fare domande al proprio Sindacato? Lui risponde: certe domande sono inopportune!
Ed interveniva la nostra amata Presidente che rincarava la dose: ma poi, cosa importa se Alleanza compra Credifarma…

Siamo sbalorditi!!!

Caro Peppino Patti, sei proprio sicuro che la diffida a nostro carico sia stata un caso isolato? Ci riserviamo di approfondire questo
argomento in seguito.
Sentirsi dire che certe cose avvengono “perché non ci si può fare nulla”, che è stata consigliata una “linea morbida”; Tutto questo è
tristemente disarmante, soprattutto se si accetta tutto ciò passivamente! Come sta accadendo, ad esempio, anche a livello
provinciale con un atteggiamento di rassegnazione di fronte alla probabile ed imminente perdita delle forniture per l’incontinenza,
senza nemmeno provare ad appellarci legalmente al bando. Chi ricopre un ruolo sindacale, dal livello nazionale a quello provinciale,
deve portare a casa il risultato o ci deve quantomeno provare sino in fondo! Non basta dire cosa si vorrebbe ottenere e limitarsi a sterile propaganda, paventando soltanto l’arma dello sciopero per poi reiterarlo, come già successo a Dicembre, senza ancora aver
conseguito il benché minimo risultato. Bisogna saper mettere in atto strategie politiche intelligenti e strategicamente valide, bisogna
avere la capacità di dialogo con le altre categorie sindacali del paese. Se non ci si sente in grado di fare ciò, se non si possiede
nessuna capacità di inventiva, nessuna creatività, si rassegnino allora le dimissioni e si lasci spazio ad altri, perché questo ci si
aspetta dal proprio Sindacato!

C’è poi da citare l’intervento di Roberto Tobia, o meglio, il tentativo di intervento. Non gli si permette di parlare. Subito, l’abile
Presidente lo stoppa! Va sul personale, gli rinfaccia le poche e sterili presenze nei consigli! Ebbene, non si può assistere ad una
simile strategia della diffamazione! E quindi le facciamo notare che partecipare comunque ai consigli era davvero inutile dato che
era già tutto predeterminato e le trattative con i manager pubblici erano già “blindate” ed approvate dalla sua larga maggioranza in
Consiglio; qualunque suggerimento correttivo o migliorativo, da parte nostra e di Roberto Tobia, non poteva aver alcun riscontro !
Ed è qui che scoppia la bagarre, si accendono i toni, si alza la voce, viene fuori lo stress accumulato e per troppo tempo represso,
volano offese del tipo: “siete degli squilibrati” ed altre che non desideriamo riportare per non scendere allo stesso livello.
Poi, finalmente, la Presidente ci chiede: “Chi è Lembo*? Non è un farmacista! ecc… ecc…”. Soltanto un appunto in proposito, non per
difendere chi certamente non ha bisogno della nostra difesa, ma facciamo notare che può capitare che il figlio di un Farmacista non
rimanga a lavorare nella Farmacia di famiglia, e si dedichi piuttosto a qualcosa di collaterale! Ciò che sostiene Lembo (figlio e fratello
di titolare) non è forse in linea con gli interessi dei titolari di Farmacia?

Noi Squilibrati, il pifferaio Lembo (così definito dalla nostra presidente in un momento di magico estro creativo) e molti Colleghi,
intervenuti in Assemblea, chiediamo tutti la stessa cosa:

DIMISSIONI DELLA RACCA SUBITO!

Questo desiderio unisce tutta l’opposizione!
Pensiamo forse che, contrariamente al disastro causato con le sue sterili e demotivanti strategie, possa portare a casa un valido
sistema alternativo per la sopravvivenza delle Farmacie?

Noi non lo crediamo affatto, il sistema di remunerazione, così come prospettato, fa acqua e non sembra utile a far sopravvivere le
Farmacie più piccole, quelle delle province o quelle dei centri storici.
Dimenticavamo l’intervento di Domenico Simonetti, vice Presidente e delegato nazionale di Federfasma, con il suo discorso al solito
altisonante. Ma, sinceramente, non riusciamo a ricordarne i contenuti.

Infine, si è sostenuto che le nostre dimissioni hanno creato problemi al Sindacato. Ma allora… siamo utili o non lo siamo? E
chiediamo: avete comunque preparato e votato tranquillamente le regole del nuovo statuto, si o no? A chi gioverebbe modificare il
nostro statuto pochi mesi prima delle votazioni? Ed in ultimo, gentilmente, non ci diano la colpa del “balletto” dei Colleghi, chiamati
a sostituire noi dimissionari, che entrano ed escono dal Sindacato, perché di questo non possiamo obbiettivamente averne colpa,
piuttosto è emblematico di una Categoria insoddisfatta e di Colleghi che non riescono più ad andare d’accordo con la dirigenza
sindacale.

Cordialmente,
alessandro salem
ivan tortorici
maria carmela sorci
salvo angilella
Francesco Longo
Marcello Sciascia
Mario Aglialoro
Michele Lo Cascio
Paolo Crimaudo
Piero Scardina


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