EDITORIALE – Ritorno ai campi o più semplicemente fare ritorno in Farmacia?


Qualche sera di un po di tempo fa mentre sfogliavo la rassegna estera su internet mi è saltato all’occhio un articolo molto interessante, riportato dall’autorevole giornale Francese Le Figarò; l’articolo riprendendo uno studio dell’ Ordre National des Pharmaciens (L’equivalente del nostro ordine dei farmacisti + Federfarma) asseriva che in Francia chiude una farmacia ogni tre giorni e una delle cause principali è che più di un giovane farmacista su Quattro rifiuta di esercitare la figura di professionista titolare di Farmacia comportando quindi una altissima mortalità delle farmacie sul territorio.

Il perchè ? Lo possiamo trovare senza nemmeno allontanarci troppo dalle nostre realtà, basta sfogliare un qualsiasi libro di storia per trovare il punto preciso in cui i contadini iniziarono ad abbandonare i campi ed emigrare in città alla ricerca di migliori condizioni di vita e salariali; LA FARMACIA COME IL CAMPO DA COLTIVARE o almeno in francia è cosi in quanto i giovani francesi non riescono più a trovare nella farmacia la giusta remunerazione e la giusta qualità di vita che avrebbero lavorando in altri settori.

Per Isabella Adenot, presidente del Ordine dei Farmacisti Francese, la situazione è davvero preoccupante. “Più di un giovane che ha terminato i suoi studi in farmacia su quattro rifiuta di esercitare la professione nella farmacia”, La tendenza inoltre è in costante aumento dal 2012, il 26% dei neolaureati infatti non si sono iscritti presso l’Ordine, contro il 20% del 2011. “Dopo sei anni di formazione, come minimo; optano per una carriera completamente diverse: Marketing, controllo di gestione, ecc”. E nemmeno la diminuzione dei posti disponibili a numero chiuso e quindi la quota di studenti autorizzati a frequentare i corsi per diventare farmacista riesce ad arginare e compensare questa grave perdita di capitale Umano per il nostro settore.

E in italia nel frattempo cosa succederà ? Credo che con questo articolo io sia arrivato abbastanza in ritardo, ormai è chiaro a tutti che all’interno della farmacia italiana l’attività farmaceutica (Salvo una nuova reale remunerazione) diventerà sempre più marginale, le nuove aperture porteranno una significativa ridistribuzione dei fatturati ma a discapito di tutto questo si avrà un’aggravarsi della situazione occupazionale tra i farmacisti collaboratori ed il settore delle parafarmacie indipendenti (Quelle non organizzate in catene per capirci) probabilmente collasserà sotto il peso delle nuove aperture; ma più di tutti i giovani Farmacisti Italiani si troveranno in condizioni molto simili ai loro colleghi francesi.

Questo è un nuovo mondo giusto o sbagliato che sia, ai giovani non resta altro che trovare nuove forme occupazionali più o meno inerenti ai propri studi mentre ai farmacisti titolari che negli anni si erano allontanati dalla propria farmacia non resta che scendere ai campi o più semplicemente tornare in farmacia e recuperare per tutta la categoria molta di quella professionalità che nel tempo hanno perduto agli occhi dell’intera Italia.

Felice Guerriero
Quellichelafarmacia


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