Per Tar Catania ingiustificata mancata vendita fascia C


Dopo Milano e Reggio Calabria anche il tribunale di Catania ha ritenuto ingiustificate e arbitrarie le discriminazioni operate nei confronti dei farmacisti di parafarmacie e dei relativi esercizi sulla mancata vendita dei farmaci di fascia C ed ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia per la valutazione finale. Lo annuncia la federazione nazionale delle parafarmacie. “Questa pronuncia, insieme alle due precedenti, rappresenta un punto di svolta decisivo per le nostre sorti – dichiara il presidente della Federazione Giuseppe Scioscia – I giudici catanesi, tuttavia, fanno un ulteriore significativo balzo in avanti: hanno infatti qualificato la libertà di esercizio della nostra professione come un diritto fondamentale, ai sensi dell’ articolo 15 della Carta dei diritti fondamentali dell’ Unione europea”. I prossimi passi attesi dalla federazione nazionale delle parafarmacie riguardano l’ esito dei precedenti quesiti al vaglio della corte Costituzionale e della Corte di Giustizia.


10 risposte a “Per Tar Catania ingiustificata mancata vendita fascia C”

  1. Così la fascia C non ”esce” al di fuori della categoria dei farmacisti, ma viene ”equamente” condivisa dagli stessi.

  2. C’è anche la questione del principio, ma una volta che la ”C” verra’ liberalizzata a destra ed a manca, sara’ giusto un contentino. Una piccola soddisfazione morale, ma inutile all’atto pratico.

  3. No, sono una soddisfazione di principio per i farmacisti che hanno aperto una parafarmacia. Un riconoscimento al loro lavoro ed al principio della libera professione, che pero’ non fara’ a tempo a venir riconosciuta.Le elezioni si faranno prima e chi avrebbe dovuto decidere a vantaggio di tutta la categoria per renderla piu’ equa e dare piu’ liberta’ ai non titolari e’ stato solo capace di erigere barricate. Alla fine si otterra’ solo di favorire il capitale, la GDO ed esserebenessere.
    Grazie.

    • Cara Giovanna, noi gia’ da tanto tempo siamo quelli che: la parafarmacia dovrebbe essere esclusiva di farmacisti laureati ed abilitati che non sono gia’ farmatitolari.
      Poi ci sono i titolari di farma che aprono un esercizio di vicinato in campo avversario, poi ci sono i corner della GDO, poi ci sono le cate di proprieta’ di ”non” farmacisti, i franchising, gli ”esserebenessere” del vostro collega titolare Salsi. Ma queste altre non hanno a che vedere con ”noi”.
      E questo ”noi” lo abbiamo capito da anni, cioe’ da quando si era capito che mercificare il farmaco non era buona cosa per la categoria dei farmacisti(tutta).
      Gli unici a non capirlo (o far finta) siete voi titolari di farmacia che siete purtroppo sempre con lo sguardo concentrato su un solo punto…il registratore di cassa.
      In parole povere chi cerca il riconoscimento del proprio lavoro e la liberta’ professionale non ha interesse, di conseguenza, a vendere medicinali al 50% di sconto…

      • Voglio aggiungere per chiarezza, che se ci fosse stata riconosciuta prima ( a noi farmacisti non titolari) la facolta’ di poter vendere la ”C” in para, senza fare ricorsi di stato…tanti problemi(compreso quelli dei farmatitolari)sarebbero stati risolti alla ”radice”.
        Pur lasciando agli altri esercizi di vicinato la possibilita’ di poter vendere gli altri farmaci, SOP e OTC.

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