Sandoz: parla il Ministro Balduzzi


In questi giorni, seppure il “farma-cosmo” sia denso di notizie e di continui cambiamenti, dichiarazioni, scontri e non ci fa certamente mancare materiale su cui lavorare, una notizia in particolare ha colpito l’immaginario collettivo: la questione relativa all’azienda farmaceutica Sandoz. Ben lontani dal voler speculare con teorie improbabili o creare ulteriore confusione in un caso molto delicato su cui le indagini sono tutt’ora in corso, ci limitiamo a segnalare che la questione è arrivata in Parlamento. Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, durante il question-time è stato interrogato in proposito da Daniela Sbrollini, deputata del Partito Democratico. Il numero dell’interrogazione è 3-02550, concernente iniziative di competenza volte a tutelare gli utenti del Servizio sanitario nazionale, e in particolar modo i minori, in ordine alla vicenda relativa ad un’indagine giudiziaria avente ad oggetto prescrizioni di farmaci ormonali.

Daniela Sbrollini. Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio. Qualche giorno fa la stampa ha parlato di questa delicata indagine giudiziaria che vedrebbe coinvolti 67 medici di strutture ospedaliere pubbliche e private di ben 15 regioni per aver prescritto farmaci ormonali con dosaggi al di sopra delle indicazioni terapeutiche in cambio di denaro e di viaggi all’estero dall’azienda farmaceutica Sandoz. Tra gli indagati risultano esserci diversi pediatri che avrebbero prescritto questi farmaci anche a minori, appunto a bambini. Noi, come Partito Democratico, ovviamente siamo molto preoccupati e, al di là dell’indagine giudiziaria che farà il suo corso, vogliamo però sapere subito come intende procedere il Governo, e in modo particolare il Ministro, su questa vicenda, ringraziandolo immediatamente per la tempestività con cui ha accolto la nostra interrogazione.

Presidente. Il Ministro della salute, Renato Balduzzi, ha facoltà di rispondere.

Renato Balduzzi, Ministro della salute. Signor Presidente, grazie agli onorevoli interroganti. È in corso naturalmente l’indagine penale e, quindi, una più articolata risposta potrà essere data solo a valle dell’inchiesta. Abbiamo avuto 67 decreti di perquisizioni locali, gli indagati sono 80, tra cui 6 dirigenti e 6 informatori scientifici della Sandoz Gruppo Novartis. I due farmaci sono omnitrope e binocrit. Si tratta di farmaci autorizzati con una procedura centralizzata e che sono classificati dall’AIFA come necessitanti una prescrizione non ordinaria, ma una prescrizione medica da parte di centri ospedalieri specializzati o centri di specialisti ai fini della rimborsabilità in fascia A con una nota limitativa, la numero 39, per cui la prescrizione è soggetta ad una diagnosi specialistica fatta da centri specializzati, da università, da aziende sanitarie che le regioni individuano appositamente. Questo ovviamente per assicurare l’appropriatezza dell’impiego del farmaco.
Il nostro sistema ha da tempo individuato una serie di strumenti volti ad assicurare la tracciabilità del farmaco (banche dati centrali, banche dati finalizzate a verificare la distribuzione diretta o per conto, la numerazione del bollino e l’associazione alla numerazione del bollino di un lotto, di una scadenza, di un numero di identificazione univoco). Questo evidentemente non riesce a fare argine a comportamenti come quelli oggetto di questa indagine, comportamenti particolarmente squallidi e odiosi peraltro, anche perché si tratta di farmaci destinati a minori e, quindi, l’odiosità di questi fatti, ove confermati, si rappresenta da sé. Che cosa facciamo? L’indicazione di intensificare i controlli è stata data da tempo e, quindi, questa è un’indicazione generale, ma che va proprio anche in queste direzioni. È alle regioni e alle aziende sanitarie locali che spetta di andare a verificare l’appropriatezza prescrittiva. Chiaramente il sistema informativo consente di rilevare la presenza di anomalie, attraverso il giro Sogei-MEF-regioni, ma, in qualche caso, si ha bisogno di un’indagine più diretta, non emerge probabilmente semplicemente dai dati. Per il futuro, la ricetta sanitaria elettronica è auspicabile che possa ridurre queste situazioni che auspichiamo tutti che siano isolate, anche perché sarà più facile, attraverso la tracciabilità di tutto il percorso, verificare eventuali scostamenti.

Presidente. L’onorevole Sbrollini ha facoltà di replicare, per 2 minuti.

DANIELA SBROLLINI. Signor Ministro, io mi ritengo soddisfatta della sua risposta, a nome anche del gruppo del Partito Democratico, perché, come lei ha ben sottolineato, è un tema che riguarda la salute delle persone e in modo particolare dei minori, dei bambini, su cui ovviamente


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