Fumata nera al tavolo Aifa, la filiera distributiva non recede dall’accordo del 16 ottobre


Fumata nera al tavolo Aifa, la filiera distributiva non recede dall’accordo del 16 ottobre. Giovedì nuovo round.

Fumata nera al tavolo dell’Aifa sul nuovo modello di remunerazione della filiera distributiva farmaceutica, riconvocato stamani dal Dg Pani dopo i pesanti rilievi formulati da Economia e Salute all’accordo sottoscritto il 16 ottobre con Federfarma, Assofarm, Fofi, Adf e Federfarma servizi. Dopo incontri protrattisi dalla mattina fino a pomeriggio non si sono trovati punti d’incontro e il tavolo è stato riconvocato per giovedì alle 14.30.

«Per noi l’intesa del 16 resta valida perché rispetta tutte le condizioni che il Parlamento aveva posto per il via al negoziato», annuncia in un comunicato diffuso in serata la presidente Federfarma, Annarosa Racca, dichiarando la disponibuilità dei titolari a concordare con i ministeri meccanismi di conteggio per evitare i rincari che subirebbero i farmaci fino a 8 euro con l’entrata in vigore del nuovo modello «quando l’acquisto è a carico del cittadino».«La legge 135/2012 sulla spending review – è la tesi delle farmacie – aveva posto come condizioni per il passaggio a una nuova remunerazione l’invarianza di spesa a carico del Ssn (calcolata

alla data del 30 giugno scorso) e l’assenso di tutta la filiera
distributiva: non c’è niente, nell’accordo firmato il 16 ottobre assieme all’Aifa, che giustifichi l’azzeramento del lavoro compiuto». «La legge prevede che il documento passi all’esame dei ministeri competenti e della conferenza delle Regioni per la ratifica: se i dicasteri
hanno obiezioni sui contenuti ci convochino per discuterne», rincara la dose Alfonso Misasi, segretario nazionale del sindacato dei titolari di farmacia privati».

La spending prevede per la verità che in caso di mancato accordo alla scadenza dei 90 giorni concessi per l’operazione si provveda con un decreto interministeriale, d’intesa con le Regioni e sentite le commissioni parlamentari competenti. Le obiezioni della filiera – concorde nel non recedere dall’accordo raggiunto il 16 ottobre – poggiano proprio sulla valuidità formale del patto in questione: «Abbiamo firmato presente un notaio: adesso serve una parte terza che giudichi l’illegittimiità di quell’accordo che, nel frattempo, è stato analizzato da esperti costituzionalisti ed è stato giudicato legittimo in ogni sua parte», commenta il presidente Assofarm, Venanzio Gizzi, che proprio stamattina ha incassato il via libera al documento da un’assemblea di olte 200 aziende.

Il tavolo Aifa è stato riconvocato per giovedì alle 14.30 e la filiera ha chiesto che stavolta siano presenti al confronto anche il Mef e la Salute.


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