Nuova remunerazione: il tavolo della resa è apparecchiato


Il tempo corre, le lancette dell’orologio girano a velocità assurda, e i farmacisti stanno con gli occhi sbarrati in attesa di un segnale chiaro. Quale sarà il loro futuro? Il 13 Novembre, Martedì prossimo, è l’ultimo giorno utile per il nuovo modello di remunerazione, e ancora siamo in alto mare. Il decreto sulla spending review prevedeva 90 giorni di tempo per varare un nuovo modello remunerativo e questo ultimo, fatidico, giorno è proprio il 13 Novembre. Giovedì 8 ci sarà un nuovo tavolo al quale parteciperanno ovviamente moltissimi rappresentanti della filiera tra cui: Federfarma, Assofarm, Adf, Farmindustria, Assogenerici… Ci sarà Aifa e molti sperano che ci siano anche le Regioni e i Ministeri coinvolti nella trattativa, ovvero: Salute ed Economia. Racca ha già precisato che il margine della farmacia sui farmaci non si tocca. Anche Assofarm spinge per il mantenimento degli accordi senza fare ritocchi, come chiesto dai Ministeri. Adf guarda con sospetto le richieste dei ministeri e cominciano a pensare che forse “era meglio quando andava peggio”. I polsi iniziano a tremare, le trattative si fanno sempre più misteriose. Il punto è che se non si riesce a raggiungere un accordo entro i tempi stabiliti la palla passa in mano ai Ministeri che autonomamente prenderanno le decisioni in merito consultando soltanto le Regioni. Una trattativa che non è una trattativa ma una specie di accordo vincolato, strettamente vincolato. Il potere di trattativa dei soggetti coinvolti è di entità troppo differente: se Aifa e Ministeri, spingeranno per non raggiungere l’accordo, alzando sempre la posta, vinceranno comunque perché tra meno di una settimana potranno scrivere la nuova remunerazione come meglio gli aggrada. Non è un tavolo di trattativa ma un tavolo di resa, quello che si aprirà Giovedì 8 Novembre. O si firma o si rischia di peggio. Auguri a tutti.


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