Principio attivo: No all’obbligo, si alla facoltà


Emilio Miceli, Sergio Gigli, Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e segretario confederale Uil hanno fatto dichiarazioni molto pesanti per quanto riguarda la prescrizione del principio attivo del farmaco previsto dalla Spending Review: “L’ arroganza del Governo ed in particolare del ministro della Salute Renato Balduzzi è davvero imbarazzante, lo è ancor di più di fronte agli emendamenti presentati da Udc, Lega, Pdl e Pd che eliminano l’ obbligo per i medici di prescrivere, invece del nome del farmaco, il principio attivo di un medicinale. Come organizzazioni sindacali e Farmindustria abbiamo da tempo richiesto un incontro al Presidente del Consiglio Mario Monti per esaminare e valutare i costi-benefici di tali provvedimenti. Sollecitiamo il Governo ad aprire immediatamente un confronto teso a scongiurare imminenti decisioni di tagli occupazionali nelle industrie farmaceutiche che si aggiungerebbero alla già difficile situazione occupazionale in cui versa un settore strategico per la ricerca e l’innovazione”. Anche Angelo Testa presidente dello Snami ha dichiarato in merito alla dura opposizione che il Ministro Balduzzi sta facendo agli emendamenti di Udc, Lega, Pdl e Pd: “Speriamo fortemente che tale costrizione venga cassata in quanto l’obbligo di indicare il principio attivo equivale a costringere il medico a prescrivere sotto la propria responsabilità un farmaco ‘qualunque’, privandolo della possibilità di scegliere il medicinale, che ricordiamolo, non è composto solo dal principio attivo, ma caricandolo comunque della responsabilità derivante dalla prescrizione stessa. Per noi dello Snami tutto ciò è inaccettabile. Ben diversa è la possibilità, da parte del farmacista, di proporre un farmaco con lo stesso principio sotto la propria responsabilità, cosa che lo Snami non contesta. Fermo restando che il Cittadino, se lo desidera e pagando di tasca propria la differenza con il generico, deve sempre poter ottenere il farmaco prescritto dal suo medico. In uno Stato liberale si dovrebbe evitare la strada dell’obbligo e tornare al percorso della ‘facoltà’ della decisione. Specialmente se l’obbligo è stato concepito senza alcun confronto e con decretazione di ferragosto”. Addirittura Snami, il Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, proporrà un referendum se l’obbligo di prescrizione per principio attivo dovesse rimanere valido. La lotta continua.


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