Bersani e la sua idea di Sanità


Pierluigi Bersani (e famiglia direbbero i più perfidi), ha vinto le elezioni primarie del PD. Le ha stravinte visto che al concorrente diretto, Matteo Renzi, ha lasciato solo una vittoria della bandiera nella Regione d’appartenenza dello stesso: la Toscana. Ma cosa ne pensa Bersani della Sanità e della farmacia in particolare? I più perfidi qui comincerebbero a fare allusioni a chi porta i pantaloni in casa Bersani, ma non essendo noi tanto perfidi, raccogliamo le dichiarazioni di Pierluigi Bersani in risposta alle accuse di Anaao Assomed che di recente l’aveva rimproverato di scarso interesse per i problemi della sanità. Infatti la sanità è stato un fantasma pesantissimo nel celebre scontro televisivo tra i due candidati a rappresentare il PD alle prossime elezioni politiche. Nemmeno una parola importante in merito. Bersani ha inviato una lettera ad Anaoo per spiegare il suo pensiero e per, ovviamente, assicurare che egli ha molto a cuore la sanità italiana. “Vi posso assicurare che non ignoro questi problemi, sono molto chiari nella mia mente e nella mia agenda per il futuro dell’Italia. La situazione del nostro sistema sanitario è difficile, inutile negarlo. Ma io sono più ottimista del Presidente Monti e resto fermamente convinto che il sistema universalistico, così come lo abbiamo costruito, debba essere garantito a tutti i costi. Nella mia visione la sanità pubblica non è un lusso, è un bene prezioso, essenziale per un Paese davvero democratico. Non si può derogare a questo principio. Se arriviamo a due sanità, una per chi ha di più e un’altra per chi ha meno, rischiamo di generare il disastro sociale oltre che economico”. Ecco le parole di Bersani, che da buon uomo di sinistra riesce a riportare il discorso verso lidi a lui più congeniali: questione sociale. Ma poi il leader del Partito Democratico, che quando ha inviato questa lettera ancora non era stato acclamato dalle urne, prosegue: “Va riconosciuto che, con i tagli drastici di questi anni associati a quelli previsti nella legge di stabilità, siamo arrivati a una soglia oltre la quale non è possibile andare. E condivido con i medici, gli infermieri e tutti gli operatori del settore che ho avuto modo di incontrare in questi mesi, il serio timore che si rischi di ridurre al collasso l’intero sistema che oggi si regge sull’impegno e la dedizione di chi lavora in condizioni di grave disagio. Solo due giorni fa ero all’Idi, a Roma, per partecipare a un’assemblea di lavoratori che non ricevono lo stipendio da agosto. Nonostante questo ogni giorno vanno in ospedale, visitano, operano, curano le sofferenze di tante persone. Non se ne lavano le mani perché il loro posto, il posto dei medici, è a fianco dei pazienti. A loro va un grande rispetto e l’impegno serio da parte delle istituzioni e della politica per dare risposte concrete”. Anche qui Bersani porta la discussione dai tagli indiscriminati ad un territorio più caro: il lavoro. Non è difficile notare che di farmacisti non si parli mai. Dietrologia? No, semplice osservazione. E’ normale che in una lettera ai medici possa omettere la questione farmacia. Il problema secondo alcuni è che il leader del Pd ometta spesso la questione farmacia, e che il suo pensiero in merito non si conosca a fondo. Si suppone che sia sovrapponibile a quello della moglie, come sostengono i maligni, ma un po’ di chiarezza sul suo punto di vista sulla questione farmacia non è mai stato fatto. Eppure molti farmacisti, titolari e non, hanno forti simpatie per il Pd, e vorrebbero sapere cosa pensa Bersani del mondo farmaceutico. Non vogliono filippiche sulla questione sociale o retorica sul mondo del lavoro in pieno stile retrò, ma vorrebbero capire quale direzione il leader del Pd vorrebbe far prendere alla farmacia durante il suo futuro, possibile, mandato al Governo del nostro Paese. Sarebbe bello saperlo direttamente da Pierluigi Bersani. Per ora bisogna accontentarsi della lettera ad Anaoo e cercare in essa qualche spunto che ci lasci intendere come egli ha intenzione di porsi nella questione sanitaria generale: “C’è molto lavoro da fare per riordinare, per contrastare gli sprechi e le inefficienze, che ci sono. Ma a fronte di un serio impegno che ci dobbiamo assumere in questa direzione, c’è un servizio pubblico che non va più toccato, non si può procedere ancora sulla strada dei tagli, la via è quella di una seria riorganizzazione. Il percorso va fatto coinvolgendo le regioni, gli amministratori e tutti i medici che sono in prima persona investiti della responsabilità di fare funzionare gli ospedali. E sono anche in prima linea nel rispondere ai pazienti che spesso non sono solo ammalati ma sono anche esasperati”. I più perfidi pensano che Bersani in questa lettera non abbia scritto nulla, abbia solo sottolineato alcuni aspetti, chiari a tutti come: “basta tagli”, “rispetto per il lavoro”, “molto lavoro da fare”,  “viva l’università”, “SSN non si tocca”, “apertura alle associazioni di categoria”, “mettere in primo piano il paziente”… Tutte cose molto onorevoli, ma sanno di vecchia politica e di poca concretezza. Sarà questa la ricetta che Bersani avrà in mente anche per la farmacia?


0 risposte a “Bersani e la sua idea di Sanità”

  1. I più maligni potrebbero pensare che nessuno è esente dal fascino dei soldi di Federfarma. Politici, giornali, televisioni. D’altra parte i sottopagati farmacisti collaboratori sono interpellati solo per spingerli a votare per i vari d´Ambrosio Lettieri (PDL) prima o Renzi (PD) ora. Chi sarà il prossimo ad essere comprato con i soldi di tutti i farmacisti per fare l’interesse solo di una parte? http://www.youtube.com/watch?v=CXVQKoWy-s0

  2. Bersanuccio caro…tu sarai in grado perfino di dare la convenzione cn il ssn alle tue coop. Chiaramente solo per il bene del paese… altrimenti la mogliettina para-farmacista ti caccia di casa..dai bersy..la coop spinge..susu..senno l’assegno non si stacca..

  3. Caro francesco, glielo stacchi tu l’assegno? magari con i soldi che noi versiamo all’Enpaf?visto che non servono per le pensioni… solo alla minkiata delle Coop (350 punti vendita rispetto a 4000 parafarmacie di farmacisti) e alle meschinità sulle mogli….vi potete attaccare , altro non avete!invece dovreste essere contenti perchè a Bersani interessa la gente comune, quella che piglia le medicine con la ricetta , ricetta che ha fatto la vostra ricchezza, e gli interessa mantenere il SSN, coi riccastri che pigliano solo integratori e si curano all’estero faresti poca vela..quindi stai sereno!

  4. Credi a Bersani? Mia figlia crede alle favole, ma è ancora piccola.
    L’hai letta la carta d’intenti del centrosinistra? Io mi sono quasi commosso a leggerla. Ce n’è un pezzo dedicato ai beni comuni e al recente referendum sull’acqua e ho apprezzato che se ne siano ricordati. Peccato che in Emilia Romagna, terra mia e di Bersani,ci sia quel colosso che si chiama HERA e che non ci pensino minimamente a ridare la sovranità sull’acqua ai Comuni. E allora cosa ci stiamo a raccontare?

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