Bracco, A RISCHIO 111 INFORMATORI SCIENTIFICI


Le assemblee dei lavoratori della BRACCO, nelle sue 3 Società coinvolte della sede di San Donato e delle forze esterne, svoltesi nei giorni 15 e 16 novembre hanno visto una partecipazione massiccia, attenta, carica di preoccupazione e di forte malessere.
Infatti la dichiarazione verbale di un’imminente procedura di licenziamento collettivo per un totale di 186 lavoratori di cui 111 esterni e 75 interni, ha sorpreso, amareggiato ed indignato tutti i lavoratori partecipanti e le loro rappresentanze sindacali.

Le motivazioni, a nostro giudizio squisitamente economiche e legate ad ipotesi che si svilupperanno nel prossimo triennio, non possono giustificare una così consistente e devastante dichiarazione di esubero. Facciamo fatica a capire quale nuovo assetto organizzativo e operativo dell’intera rete esterna, potrà nascere da un così forte ridimensionamento e quale possa essere la sua capacità di restare competitiva. Pensiamo che il solo strumento di riduzione o sospensione del personale non sia accettabile e capace di trovare tutte quelle soluzioni che devono rispondere anche alle nostre domande, necessità ed interessi Riteniamo necessario utilizzare una pluralità di interventi e risorse che possano offrire alle persone coinvolte soluzioni condivise, capaci di offrire occasione di ricollocazione verso l’interno dell’organizzazione e nelle eventuali strutture esterne e collaterali; o anche un percorso di uscita verso traguardi pensionistici o nuove attività sorrette da contributi e sostegni economici ed organizzativi.

Pensiamo anche alla necessità di sviluppare un percorso di Solidarietà: non solo ad un’ipotesi realizzabile di “contratto di solidarietà” così come previsto dalle norme, ma più in generale ad una solidarietà organizzativa di redistribuzione dei carichi di lavoro, delle professionalità, delle presenze, utilizzando il part-time e le indicazioni contenute nel vigente ccnl.

Crediamo però che, data la dichiarata difficoltà, la Solidarietà debba essere anche dimostrata dall’intero gruppo dirigente Bracco : noi siamo disponibili a ragionare e trovare soluzioni anche economiche se bilanciate da un reciproco equo intervento Ci chiediamo infatti se la riduzione dei costi debba avvenire e passare solamente dal taglio del personale e non anche dal taglio di sprechi, eccessi, sponsorizzazioni, consulenti ed altro che in una logica di risparmio devono essere profondamente rivisti.

Infine, riteniamo necessario, doveroso e prioritario avviare un confronto sul Piano Industriale. Ad oggi non ci è chiaro il senso di prospettiva e di impegno, capace di dare serenità, partecipazione e tutela dell’occupazione ai lavoratori che saranno parte attiva della Bracco dei prossimi anni. Per noi è decisivo comprendere e capire anche il futuro imminente, il Piano Industriale, Per questo chiediamo alla Bracco e ai suoi massimi rappresentanti di avviare un confronto con le OO.SS. e con le interessate Istituzioni, partendo dall’Associazione Industriale Lombarda, dove la presenza, il peso e il valore
della Bracco è riconosciuto.

Non nascondiamo che le RSU e le OO.SS., nel dichiarare lo stato di tensione ed agitazione sindacale, qualora non siano date risposte positive e interventi così come richiesti, intraprenderanno tutte quelle azioni di lotta e di sensibilizzazione per difendere i bisogni, i diritti e le necessità dei lavoratori Bracco.

LE RSU BRACCO FEMCA

FILCTEM UILCEM MILANO


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