Il confronto che si è tenuto a Napoli tra farmacia nord-europea e farmacia latina ha suscitato un grande interesse e ha esaltato delle differenze alcune delle quali possono essere importate nel nostro Paese, altre, forse, dovrebbero essere gli altri Paesi ad importarle dalla nostra realtà.
E’ stato un importante convegno quello organizzato dalla Facoltà di Farmacia della Università Federico II di Napoli che ha visto confrontarsi le esperienze nel settore di quattro Paesi: Olanda, Spagna, Germania e Regno Unito.
Durante il convegno sono emerse diverse tematiche che già conosciamo ma arricchite da testimonianze dirette: il ruolo del farmacista che diventa protagonista in caso di cronicità e che smette di essere legato alla sola dispensazione.
Tra gli ospiti che hanno partecipato ricordiamo: Dott. Maximin Liebl, Presidente Associazione Europea delle Farmacie di Comunità-PGEU, Dott. Alain Cennamo, Farmacista in Inghilterra, Dott.ssa Susanna Lueer, Farmacista in Germania, Dott.ssa Miekevan Hattum, Farmacista in Olanda, Dott.ssa AnaGarcia Moraleja, Farmacista in Spagna.
Si è parlato anche di Università e sono emersi, anche in questo caso, confronti tra le varie realtà scoprendo corrispettivi per quanto riguarda il numero programmato con una forte selezione all’ingresso.
Ettore Novellino, organizzatore del convegno, preside della facoltà napoletana e Presidente della conferenza dei presidi di facoltà di farmacia ha colto l’occasione del confronto con gli altri sistemi per ribadire alcuni concetti:
“Stiamo lavorando nella stessa direzione: riteniamo necessario adottare il numero programmato e rivedere i percorsi di laurea per dare contenuti culturali che preparino i farmacisti di domani a un ruolo analogo a quello dei loro colleghi europei: farmacia clinica, pharmaceutical care e così via.
I tempi? Per ottobre dovremmo avere pronto un piano di studi condiviso, che poi ogni università integrerà in base alle proprie specificità”.
