Editoriale – Quello che le iene non dicono

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le-ieneQuel che si contesta ai servizi delle Iene non è quel che mostrano, quel che dicono, quel che presentano.

Si contesta quel che non mostrano, quel che non dicono.

Sul linguaggio filmico e verbale ci siamo già dilungati in altri articoli: gestualità teatrale, inserti fumettistici, rapidità di montaggio esasperante, semplificazioni mostruose…

Ci sentiamo in dovere, dopo il servizio sul farmacista “truffaldino”, così lo chiama la redazione della nota trasmissione tv, di ricordare a “Le Iene”, che la farmacia non è solo quella da loro rappresentata.

Non vogliamo qui dilungarci in inutili peana a favore del farmacista: il farmacista è umano, quindi imperfetto e profondamente peccatore.

Ci sorprende questo “attacco sistemico” alla farmacia.

Di farmacisti “truffaldini” è pieno il nostro Paese, ma anche di benzinai truffaldini, di ortolani truffaldini, di notai, medici, dipendenti comunali, operai… ed anche politici.

Qualcuno direbbe: sopratutto politici. Il problema non è la categoria di appartenenza, ma la macro categoria dei truffaldini.

Non bisogna certo lasciarsi andare al nichilismo più oscuro, dove tutto è uguale ed irrimediabile, ma al contrario fare continue distinzioni, acuire la vista e non lasciarsi sedurre dalle semplificazioni.

I giornalisti de Le Iene in questi anni si sono distinti per un giornalismo feroce, d’attacco, di denuncia (ma anche di processo sommario e di condanna improvvisata), che ha conferito alla trasmissione un enorme successo.

Hanno seguito filoni di indagine, come fanno i pubblici ministeri, hanno teso trappole, scoperto ingiustizie…

Hanno avuto anche notevoli meriti. Ma come dicevamo non si contesta quel che la trasmissione fa, si contesta quel che non fa.

Le Iene, per come è impostata, non potrà fare servizi sulla “quotidianità” di una farmacia per bene.

Non ci saranno servizi sul farmacista rurale sussidiato di un piccolo paese da trecento abitanti.

Nemmeno sul farmacista di città che svolge la sua professione senza nuocere a nessuno.

La stragrande maggioranza delle farmacie e dei farmacisti non salirà mai agli onori delle cronache. Mai.

Il cittadino medio si farà un’idea del farmacista proprio grazie a Le Iene e, per fortuna, al suo farmacista di fiducia.

La rappresentazione parziale (e non potrebbe essere altrimenti), del mondo delle farmacie potrebbe diventare devastante per la categoria.

Viene da domandarsi: a chi gioverebbe veder distrutta la categoria?

Questa volta bisognerà trovare un nemico al di fuori della categoria poiché la distruzione dei farmacisti non potrà giovare a nessuna fazione interna.

Le Iene hanno trovato un nuovo filone: l’attacco ai farmacisti. I farmacisti stanno sulle scatole a molti probabilmente, e attaccarli porta ascolti.

Sono antipatici e quindi attaccabili poiché muovono interessi, non sempre sono onesti, sono stati per secoli un cardine della società e sopratutto sono, in alcuni casi, ricchi.

Il nemico perfetto deve essere ricco. Il rapporto degli italiani con il denaro è sempre stato molto complesso: lo amano, lo invidiano, lo insultano, lo disprezzano ma segretamente lo desiderano.

Non si riesce ad avere un rapporto sereno con i ricavi, sopratutto quando si tratta di farmaci. Essere ricchi è una colpa?

Essersi arricchiti ingiustamente lo è. Ma non è solo questo il problema.

Probabilmente il farmacista viene detestato per il suo ruolo preminente nella società che ha ricoperto per secoli, ed anche perché questo ruolo è rimasto per larga parte ereditario.

Questa è sicuramente la più grossa colpa dei farmacisti agli occhi dei cittadini: l’essere una categoria non completamente aperta (non solo come accesso).

Possiamo dare completamente torto a chi muove questa accusa?

Per onestà bisogna pur dire che i farmacisti sono anche molto amati dai cittadini, poiché spesso sentono più vicino il farmacista che non il medico di famiglia.

Questa serie di servizi de Le Iene, ci asteniamo dal chiamarla “campagna” per il momento, va a colpire proprio questo aspetto: il rapporto di stima tra farmacista e cittadino. Se qualcuno non fa qualcosa, questi servizi potrebbero davvero nuocere gravemente a tutto l’ambiente farmacia.

Non si pensi nemmeno per un attimo a bloccare o ad interferire con la libertà di stampa de Le Iene, si pensi piuttosto a delle forti campagne per far conoscere l’altra farmacia.

Quella sana. C’è ed è ben radicata.

D’altro canto si prenda a fare pulizia interna di tutte quelle bassezze che esistono e che sono anch’esse piuttosto radicate.

Si apra la farmacia. Solo la trasparenza potrà salvare la categoria, a nulla servirà nascondere la testa sotto la sabbia e fare finta che non accada mai nulla.

Questi servizi televisivi nemmeno fanno distinzione tra farmacisti titolari, dipendenti, farmacisti titolari di parafarmacia, farmacisti dipendenti di parafarmacia, farmacisti comunali o privati, rurali… E la gran parte degli spettatori de Le Iene fa ancora meno distinzioni se possibile.

Informazione, trasparenza ed aperture verso l’esterno.

15 COMMENTS

  1. tutto molto bello e corretto. ma vogliamo eradicare la feccia dalla nostra categoria? Se siamo veramente convinti che si stia parlando di poche mele marce perchè non puniamo severamente chi commette certi illeciti? Perchè non leviamo a questo la concessione a questo farmacista truffaldino e lo radiamo dall’ordine professionale, come fa l’ordine dei medici con i suoi associati che deviano dall’etica e vengono colti in flagrante dalle iene o da striscia o da report? Perchè non intensifichiamo i controlli da parte degli ordini e gli garantiamo una operatività che attualmente lamentano di non possedere? Quando avremo attivato e portato avanti una politica interna rigorosa allora potremo davvero gridare a gran voce che quella scoperta era solo una cellula impazzita, un’anomalia che non fa testo. RIPORTIAMO L’ETICA IN FARMACIA!

  2. “Le Iene” di Mediaset, come nell’omonimo film di Quentin tarantino, assumono e fanno propria la violenza (verbale), i dialoghi sfrontati e barocchi, il forte humor nero e la cronologia frammentata dei personaggi del lungometraggio.

    E’ l’impronta “diversa” che si voleva dare a un programma che gioca tra l’avanspettacolo e il vero giornalismo di denuncia (quello di “Report”, ad esempio).
    Il regista, non potendo clonare pedissequamente “striscia la notizia”, si è inventato altro.
    Nulla di male, certo.
    Ma se la notizia, per renderla più appetibile, viene gonfiata, trasfigurata o, peggio, la si rende grottesca, non può invocarsi l’attenuante di aver fatto satira mentre si propina un pessimo servizio d’informazione ai cittadini nel ridicolizzare l’incauto di turno (a torto o a ragione).

    Certo, a molti fa piacere vedere alla pubblica gogna un malfattore. Meglio ancora se poi viene giustamente punito.
    Quello che non e tollerabile è il falso giustizialismo col fine nascosto di particolari interessi di bottega e di audience.

    A tal proposito mi sono imbattuto in due filmati su youtube molto esemplificativi in merito.

    https://www.youtube.com/watch?v=4YGAVdCfylE

    https://www.youtube.com/watch?v=9TIhWu8Gq74

    • Anche lei Dottor Siniscalchi è tra coloro che hanno creduto la prostituta Ruby nipote di Mubarak? e che le cene di Arcore ancorchè bordelli erano cene eleganti? dal tono sul giustizialismo sembrerebbe di si, ma io semplicemente penso che se il farmacista di Roma è un filibustiere invece di avere un atteggiamento indulgente e comprensivo , tipico di certi italiani che pensano: mi faccio i fatti miei, tanto oggi a lui ma domani forse può accadere a me, si punissero veramente coloro che commettono reati, questo paese sarebbe più credibile, invece c’è una marea di corrotti , non solo in questo campo , ma anche in questo campo, a cui va sempre bene, non importa cosa combinano, e questo non è giustizialismo, è che gli italiani, una parte grande almeno, ha perso la bussola e si sta trascinando nel fondo tutto il resto, è che hanno protettori dei misfatti ovunque,ma avete menzione di qualcuno che è stato cacciato negli ultimi 50 anni dall’Ordine dei farmacisti? eppure ne sono accadute tante di cose, provate a iscrivervi in un Ordine degli Stati Uniti, paese che conosco bene personalmente, fate la minima cosa e siete fuori per sempre

  3. Come mai il video è stato eliminato?Ne va del buon nome della categoria……..risposta ovvia ed anche giustificata!Certo come si è fatto più volte notare non si può fare di tutta un’erba un fascio ma il popolo per quanto possa essere ignorante a questo voglio sperare ci arrivi da solo.Inoltre è proprio per questo che la mia elementare domanda sorge spontanea (come direbbe qualcuno).Se il fascio d’erba è sano quale sarebbe allora il motivo della sua eradicazione?Inoltre la cattiva luce ventilata sulla categoria coinvolgerebbe,anzi certamente coinvolge anche me (ne faccio parte……..).Personalmente però se qualcuno dall’esterno volesse attaccarmi credo che non avrei grosse difficoltà nel difendermi poiché se è vero che chi non ha mai peccato ha facoltà di scagliare la prima pietra è anche vero che per esempio il sottoscritto al massimo potrebbe vedersi mostrato dall’ipotetico inquisitore un cartellino giallo.Devo perciò arguire che non è falso quando si afferma che allora c’è ben più di uno scheletro nell’armadio da nascondere?Perchè se così fosse beh allora si che sarei lieto ed orgoglioso di appartenere alla categoria dei “colleghi” di serie B!

  4. C’è purtroppo, ne sono fermamente convinto, una regia occulta che da anni sistematicamente attacca la Farmacia con tutti i mezzi, erodendone la credibilità e anche i margini. Il valore delle nostre aziende, che era (fu) anche la nostra pensione, vista quella da fame dell’ENPAF, è oggi ai minimi storici e ancora scenderà, rendendole appetibili a chiunque possa permettersi un po’ di shopping. Fatico a credere che i saggi del nostro sindacato non se ne siano ancora accorti. Cui prodest?

  5. sono uno studente in farmacia senza la baracca… certi farmacisti dovrebbero vergognarsi c’è chi ha 2- 3 farmacie e fanno finta di nn guadagnare e magari si lamentano delle alte tasse che possono pagare!!! viva la liberalizzazione delle farmacie viva le parafarmacie….. a quel collega delle iene andava solo arrestato che vergogna…

  6. A mio avviso il vero problema non è l’assenza di servizi televisivi che testimonino la trasparenza, l’efficacia lavorativa del farmacista nel contesto sociale in cui opera o la fiducia consolidata farmacista-paziente/cliente. Per me è o dovrebbe essere la normalità, la quotidianità che non necessita di alcun elogio pubblico.
    Non capisco perchè non si perseguano legalmente i ” colleghi” che quotidianamente trasgrediscono a livelli diversi la legge.
    I servizi de ” Le Iene” mettono in risalto la melma che da sempre è presente nella categoria e che è stata sempre supportata dalle categorie direttamene interessate.
    Quali misure propongono o hanno proposto i colleghi dell’Ordine di appartenenza dei vari delinquenti presenti e smascherati televisivamente?
    I controlli dei NAS dove sono?
    Per cortesia, soffermiamoci sul contenuto dei servizi e non sul perchè “Le iENE” non ne realizzaino altri esaltanti per il lavoro del farmacista…

  7. sono perplessa..le Iene hanno beccato farmacisti scorretti..questo articolo come mai è contro le iene e non contro quei farmacisti che ,con la loro scorrettezza, macchiano la categoria?

    • C’è da chiedersi perché!
      Perchè i processi si dovrebbero fare in tribunale e non in piazza, evitando la faziosità della notizia e concentrandosi sui fatti non per fare la morale a una categoria, col fine di promuovere altri canali di vendita, ma per evitare che essi (i fatti malevoli) si ripetano.
      A quando un servizietto anche su Mediaset?

  8. purtroppo la società sembra sempre più orientata al “non vedere, non parlare e non sentire”..mi rattrista il fatto che purtroppo servano Striscia, le Iene e i giornalisti per arrivare a far deferire all’Autorità Giudiziaria certi elementi..

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