Spedire al pagamento ricette false, oltre a costituire violazione disciplinare e penale, costa la revoca dell’autorizzazione della farmacia, è con questa motivazione che il Tar del Lazio con sentenza 27 maggio 2013 n. 5304 ha dato ragione ad un’asl che aveva revocato l’autorizzazione a causa del recepimento della sentenza del giudice penale .
La condotta rilevante ai fini della pronuncia di decadenza va individuata, per come accertata dal giudice penale di primo grado sulla quale si innesta la pronuncia del giudice amministrativo, nell’avvenuta accettazione, da parte del farmacista, di numerose ricette mediche compilate in modo tale che il destinatario del diritto all’erogazione del farmaco a carico del Servizio Sanitario Nazionale non fosse identificabile in ragione della grafia illeggibile con riguardo al nominativo dell’assistito, dell’indicazione di un codice regionale inesistente o di un codice riportato solo parzialmente, per un totale di 3.730 ricette tra il 23 novembre 2004 ed il 23 gennaio 2005, con riferimento alle quali è stato ottenuto il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
Le revoca dell convenzione dovrebbe essere messa per legge…
Qui tutti fanno tutto…e più volte…al massimo ti chiudono 5 giorni e te ne vai in ferie….
L’inultilità di un ordine si vede proprio da questo….
perfettamente vero, ma più che di” inutilità” di un ordine parlerei piuttosto di una rete di protezione , come dire….non c’è niente lasciato al caso…. ci sta tutto dentro in maniera perfettamente consapevole, qua si dice: tra cani non si mordono!
al paese mio si chiama associazione per delinquere di stampo mafioso
In Italia, se non ci scappa “il morto”, non cambia mai niente …
Speriamo che, a seguito di queste sentenze di revoca a seguito di comportamenti truffaldini, i Titolari si rendano finalmente conto di essere dei semplici titolari di licenza di esercizio, revocabile in caso di indegnità, e non i proprietari della loro farmacia!
Badate bene, è stata revocata la Licenza di esercizio, con conseguente decadenza dalla titolarità, non è stata revocata solo la possibilità di “spedire” ricette SSN ….
… la truffa c’entra poco, la licenza è stata revocata perché il collega si è dimostrato incapace di erogare un Servizio Farmaceutico degno di questo nome, attento alla salute dei pazienti ed al rispetto delle regole.
Se la sentenza sarà confermata dal Consiglio di Stato, la Sede tornerà a concorso, e un altro collega, sicuramente più meritevole, potrà prendersi cura dei pazienti serviti da questa farmacia.
Tra l’altro, questo tipo di provvedimento è impensabile per una cosiddetta “FNC”, e questo mi sembra un argomento formidabile per contrastare le cosiddette “liberalizzazioni”, che altro non sono che deregolamentazioni, e comportano una diminuzione del livello di controllo da parte delle Autorità, livello già adesso insufficiente.
Ma non sapete fare altro che tirare in ogni pretesto acqua al vostro mulino?
Peggio dei politici!
…. se per te quanto è successo è un pretesto … c’è poco da discutere …
cavolo c’entra? Ovvio che sono dei delinquenti e vadano allontanati dalla nostra professione, ma i discorsi qui sopra sono una buffonata bella e buona. Tutti professoroni che sanno tutto di tutti.
I commenti sono uno spazio appositamente previsto perché ognuno possa esprimere la sua opinione … non vedo perché tu debba considerare buffonate le opinioni di altri colleghi, soprattutto quando tu non esprimi alcuna opinione su quanto successo, ma solo un giudizio poco motivato sulle opinioni degli altri.
Io ti ribadisco che quanto avvenuto, a mio giudizio, chiarisce in modo definitivo che la titolarità di licenza di farmacia, che dà la possibilità di dispensare tutti i farmaci etici, a prescindere dal regime di rimborsabilità (A o C) non è affatto un “privilegio feudale” come ritengono alcuni colleghi, ma trova la sua ragion d’essere nella natura del Servizio Farmaceutico, che è servizio pubblico concesso su licenza ai titolari, licenza che può essere revocata quanto tale Servizio non viene svolto bene, o se addirittura i titolare delinque.
Ora, è legittimo aspirare a una rivoluzione del sistema, che abolisca di fatto il concetto di Servizio Farmaceutico e e che passi ad un sistema dove qualsiasi laureato abilitato possa dispensare farmaci acquistati in contanti dai pazienti (la cosiddetta FNC); non è giusto, a mio parere, appellarsi per giustificare quest’aspirazione ad un’inesistente discriminazione, in quanto il sistema a cui si vuole approdare non permetterebbe l’espulsione del malfattore dalla professione, ad opera dell’ASL di competenza, cosa che invece permette il sistema attuale.
Non vedo cosa ci sia di “buffonesco” in questa mia opinione …
Perchè nessuno ha preso di mira il farmacista dell’articolo in questione, ma “i farmacisti titolari in genere”. Ti sembra equo?
Credo che la soluzione ideale sia, semmai con inasprimenti di pena, andare a colpire chi delinque, invece che andare a distruggere un sistema che danneggerebbe chi si è sempre comportato onestamente.
Siccome tanti vanno a 150 allora in autostrada abbassiamo la velocità a 100? Oppure al primo sgarro togliamo la patente a chiunque, che sia per un limite di velocità o per una manovra contromano tutti puniti allo stesso modo?
Mario, io non mi sento di esprimermi sul caso specifico, perché c’è un giudizio in corso. Magari il Consiglio di Stato non conferma la sentenza … . ma non è questo il punto secondo me importante.
Secondo me, è importante che il caso illustrato dall’articolo definisce in modo inequivocabile qual è il vero rapporto tra Farmacie e Stato, secondo la legislazione attuale: un rapporto fiduciario tra Stato e concessionari di licenza, rapporto che può essere interrotto dallo Stato (l’ASL) se il licenziatario non si comporta bene.
E’ chiaro che ci deve essere una gradualità nelle sanzioni, ma non è questa la cosa in gioco adesso.
E’ importante che quanto successo metta la parola fine a tante discussioni inutili e velenose, tra colleghi, tra “privilegiati della casta” da una parte, e poveri discriminati dall’altra.