La revisione dei margini di spesa in ottica spending review per ottimizzare le risorse del Ssn, recentemente definito in linea di massimo dal piano presentato al Governo dal commissario straordinario Carlo Cottarelli, il quale prevede una manovra triennale per tagli stabiliti in una cifra massima di 34 mld di euro, sarebbe ancora tutta da discutere, e ciò a causa della revisione attuata dall’Ocse che, in funzione di uno studio valutativo che ha tenuto conto dei livelli sanitari europei e dei rapporti coi cittadini del Ssn, ha giudicato inefficace il piano.
La valutazione dell’Ocse è stata effettuata dalla sua Divisione Salute su richiesta della Commissione Igiene e Sanità del Senato che aveva sin da subito nutrito forti dubbi e perplessità sulla reale efficacia dei tagli proposti per la spending review da Cottarelli nella sua complessità, e quanto emerse delineerebbe un futuro non piacevole, seguendo questa direzione, per la sanità italiana già ridotta all’osso in termini di spesa rispetto alla media europea, divario, quest ultimo, ulteriormente a rischio con altri tagli: “L’Italia ha una spesa sanitaria pubblica pro capite di oltre un terzo inferiore alla media degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review, e il divario si è triplicato dall’inizio degli anni 2000… nella situazione descritta, eventuali riduzioni di spesa non finalizzate soltanto al recupero di inefficienze si ripercuoterebbero ulteriormente sull’accesso, in particolare da parte dei cittadini più svantaggiati, sui livelli e sulla qualità dell’assistenza sanitaria“.
L‘Italia potrebbe quindi peggiorare ulteriormente per conseguire ulteriori risparmi in ottica spending review, ciò rappresentando un danno alla luce anche della competizione internazionale che le normative sulle cure transfrontaliere stanno per introdurre nella zona Euro, nonostante, come specificato dall’Ocse, le opportunità per evitare l’aumento del divario, operando delle modifiche e delle revisioni sugli sprechi ottimizzando l’allocazione delle risorse, è ancora possibile con tantissimi margini di manovra: “La spending review attualmente in corso in Italia rappresenta un importante e necessario sforzo di razionalizzazione della spesa pubblica ed esistono sicuramente margini per la riduzione di sprechi e inefficienze, e molte delle proposte formulate finora vanno in questa direzione“.