Rapporto Osservasalute 2013: allarme per la spesa sanitaria

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Custom-Report-Development-AnalyticsNonostante siano al vaglio ulteriori tagli, da parte del Governo, da applicare alla spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale, senza parlare di quelli destinati e pensati per il Fondo sanitario, la situazione degli investimenti nella sanità italiana continua ad essere critica, oltre quanto visto sino ad oggi, ed a svelare le criticità alle quali il sistema starebbe andando incontro ci ha pensato il Rapporto Osservasalute 2013 che ha fotografato l’andamento della spesa sanitaria negli ultimi 10 anni svelando come i costi per il singolo utente, ovvero il cittadino, stia divenendo sempre più insostenibili a fronte di un servizio quasi inesistente.

Una delle voci particolarmente gravanti, come indicato chiaramente dal Rapporto Osservasalute 2013, riguarderebbe i farmaci e la relativa spesa la cui contrazione, da parte dello Stato, si sarebbe accompagnata ad un incremento diretto ed esponenziale di compensazione proprio a carico dei cittadini che dal 2003, all’11,3%, sarebbe giunta al 2012 ad un preoccupante 23,7% con un incremento costante che si traduce nelle voci di ticket e nelle quote di compartecipazione. Oltre ciò il Rapporto Osservasalute 2013 evidenzierebbe anche una criticità nel servizio stesso, con la mancanza di personale sia nelle varie figure sanitarie che in quella di riferimento rappresentata dai medici.

Nel primo caso, infatti, le amministrazioni sanitarie non starebbero assecondando il naturale turn over, calato del 78%, aspetto che in virtù di bilanci in positivo sta portando ad una progressiva mancanza di personale nelle varie aree di competenza, aspetto similare, seppur diverso, nel secondo caso, per il ridotto numero di accessi alle specializzazioni che sta inducendo moltissimi medici italiani ad emigrare verso sistemi sanitari sani e con condizioni economiche più allettanti, predisponendo ad un progressivo calo dell’organico che nei prossimi anni potrebbe veder sparire una buona dose di professionisti creando esigenza nel settore stesso, il tutto mentre i cittadini, a fronte di una spesa sempre elevata, ricevono un servizio sempre meno all’altezza.

 

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