L’industria europea di muove e con essa anche una vasta gamma di fondi che sono stati sbloccati per essere utilizzati a scopo formativo, oltre che per la riduzione di oneri amministrativi, il tutto con la volontà di fornire le giuste risorse alle diverse realtà imprenditoriali presenti sul territorio, sia italiano che estero, tra le quali non mancano le farmacie che con l’avvento della crisi economica hanno scoperto la presenza di un tallone d’Achille all’interno delle capacità di gestione, marketing e vendita da parte dei propri titolari, maturando la consapevolezza di corsi di formazioni specifici verso conoscenze oramai indispensabili.
A tal proposito i fondi Ue stanziati dalla Commissione del vicepresidente e commissario all’Industria, ovvero Antonio Tajani, sono diretti a liberi professionisti e farmacisti veicolandoli in specifici ambiti, definiti dalle Linee d’azione approvate lo scorso Aprile da Bruxelles, dove una voce consistente, come accennato, è dedicata proprio alla formazione imprenditoriale, il tutto ovviamente col supporto delle Regioni le quali, per poter aver accesso ai fondi Ue, dovranno definire “accordi di partenariato” entro la fine del mese in corso, ovvero Giugno, per avviare l’iter burocratico porterà all’assegnazione definitiva dei fondi verso l’autunno. L’opportunità, che rappresenta un’occasione imperdibile per poter accelerare il processo di formazione ad opera dei titolari, è stata colta subito da Federfarma che ha subito avviato i dialoghi con le amministrazioni regionali proprio per stabilire e definire gli accordi di partenariato, da consegnare entro i termini.
I fondi Ue saranno garantiti, per coloro che se ne aggiudicheranno l’assegnazione, sino al 2022, un lasso temporale ampio per poter completare tutta una serie di progetti di formazione che, in particolare in Italia, possono fare la differenza sul futuro industriale di un settore, quello della filiera, dove le farmacie, come presidio chiave, rappresentano uno snodo cruciale da salvaguardare per una molteplicità di funzioni che ben presto, con l’avvento della farmacia dei servizi, saranno riconosciute anche dal Ssn.