Il processo di dematerializzazione che sta catalizzando l’attenzione generale, con il primo passo rappresentato dalla ricetta elettronica, potrebbe non favorire tutti i vantaggi sin’ora esposti e ben sottolineati in più occasioni dagli addetti ai lavori bensì, almeno in fase iniziale, rappresentare un ulteriore ostacolo per il Ssn generando disagi all’utente, frammentazioni nazionali ed una lievitazione dei costi inadeguata in una delicata fase di contrazione economica con molteplici manovre di spending review in atto.
La denuncia è stata fornita dai medici di famiglia, figure chiave nell’attuale sistema normativo di rilascio delle prescrizioni sia cartacee che digitali, che avrebbero sottolineato ed elencato le problematiche che il sistema della ricetta elettronica starebbe generando nelle principali Regioni d’azione tra le quali, recentemente oltre a Sicilia, Valle D’Aosta, Trentino, Basilicata, si è aggiunta anche il Veneto con partenza dal 1 Settembre.”Oltre agli aumenti di costo (software, toner, carta) ci sono irrisolte criticità che il medico di famiglia rischia di esser lasciato solo a risolvere – ha esordito Paolo Misericordia, specificando – il promemoria da noi stampato dovrebbe avere lo stesso formato in tutta Italia… purtroppo sono già stati definiti almeno 6 modelli diversi. Ogni regione sta sostanzialmente facendo il suo“.
Aspetti che, senza mezzi termini, l’amministratore delegato di Promofarma haconfermato chiarendo però come si tratti di problematiche contestualizzate in una fase di flessibilità d’adattamento preventivata, e fortificate degli ottimi risultati condotti dalle prime Regioni passate a pieno regime al digitale, sulla quale il Ministero della Salute sta ugualmente lavorando per accorciare i tempi d’omologazione. “Il prossimo passaggio sarà la ricetta dematerializzata con valore nazionale e quindi l’adeguamento è inevitabile – ha esordito Gianni Petrosillo, chiarendo poi sulle criticità esistenti – Cinque regioni hanno centrato l’obiettivo di emettere l’80% delle ricette in versione digitale entro il 2014, per altre la sperimentazione è avanzata ed entro fine anno centreranno l’obiettivo…è il segno che grandi problematiche non ci sono“.
La criticità è per le farmacie di confine se i modelli sono diversi, non per i medici, che lavorano per una regione sola. Quanto alle spese, quanto costa al SSN la prescrizione di una scatola di Lasix per volta su ricetta rossa filigranata (per abbattere il costo medio per ricetta, come richiesto dalle Asl romagnole)?