Contributo di solidarietà: l’Enpaf apre a liberi professionisti e titolari di parafarmacia

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enpafI lavori per la modifica dei termini relativi il contributo di solidarietà da parte dell’Enpaf, con le proposte delle principali categorie ascoltate al fine di poter supportare al meglio i farmacisti in un periodo di profonda crisi economica ed occupazionale, hanno portato i primi risultati con la nuova iniziativa dell’ente rivolta a liberi professionisti e titolari di parafarmacia. E’ infatti ufficiale l’estensione col contributo tantum per i farmacisti che versano quota intera, aprendo alle figure delineate secondo le modalità descritte dal presidente Emilio Croce.

L’iniziativa, come chiaramente espresso attraverso un comunicato stampa ufficiale rilasciato dall’Enpaf, rappresenta la finalizzazione di un processo lavorativo per fornire supporto agli iscritti perseguito da tempo, il tutto prevedendo il contributo una tantum per farmacisti in regime lavoro autonomo con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto o con borsa di studio, e, per il 2014, anche ai titolari, soci delle parafarmacie. La novità è stata introdotta attraverso una delibera approvata dal Consiglio di amministrazione il 28 ottobre 2014 proponendosi come una delle prime iniziative sul tema contributo di solidarietà che nelle ultime settimane ha fatto particolarmente discutere per l’inadeguatezza del supporto per modalità, forma e tempistiche rispetto il perdurare della crisi ben oltre la soglia finestra preventivata.

Nonostante la novità l’Enpaf ha stabilito le modalità d’accesso che richiedono, oltre al versamento integrale della contribuzione in misura intera per gli anni 2013 e 2014, la continuità professionale dell’attività di libero professionista o nell’ambito della parafarmacia, in quest ultimo caso tenendo conto dal 2013 sino al momento della deliberazione consiliare. Il contributo di solidarietà sarà assegnato attraverso una graduatoria unica rifacendosi all’ordine da questa stabilito secondo un punteggio che terrà conto anche della valutazione del reddito del nucleo familiare richiedente, la presenza di un nucleo familiare monoreddito, ed il versamento della contribuzione a quota intera per almeno sei anni continuativi.

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