Farmaci antitumorali: 1070 giorni di attesa per poterli utilizzare


Un malato di cancro, spesso in fase avanzata, deve aspettare quasi tre anni per poter utilizzare un nuovo farmaco che potrebbe salvargli o miglioragli la vita.

 

L’indagine svolta dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) promossa congiuntamente dalla Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo) e dall’Associazione Italiana di Oncologica Medica (Aiom), sottolinea quanto sia articolata la procedura necessaria alla fruizione dei farmaci anti-cancro da parte dei malati oncologici nel nostro Paese.

 

Quali sono i passaggi burocratici che rubano tutto questo tempo?

 

Si parte dalla casa produttrice che brevetta il nuovo farmaco per passare poi all’Agenzia Europea per i medicinali (Ema) che impiegherà circa 400 giorni per la documentazione necessaria affinché la medicina sia messa in commercio; poi è la volta dell’Agenzia italiana (AIFA) che esamina la pratica impiegando circa 500 giorni; infine la pratica passa alle Regioni e ai singoli ospedali

 

In tutte le Regioni (tranne Lombardia e Marche) il farmaco dovrà essere inserito nei rispettivi Prontuari Terapeutici Ospedalieri Regionali: in media servono 100 giorni, ma si passa da un massimo di 170 in Calabria a un minimo di 40 in Umbria.

 


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