Troppi pesticidi, ABOCA via dall’Italia – Mercati: «Il “volemose bene” non fa per noi»

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«In Italia troppi pesticidi. Porteremo fuori le nostri coltivazioni biologiche». Queste parole di Valentino Mercati, fondatore di Aboca, hanno fatto e fanno tremare il mondo farmaceutico italiano.

Dichiarazioni che sono rimbalzate in ogni angolo del pianeta. Lo abbiamo intervistato.

Dottore la sua è stata una provocazione?

«No. Sono convinto di quello che ho detto. La nostra è una azienda farmaceutica e si capisce bene che se durante le coltivazioni troviamo una anche minima contaminazione nel terreno, data dai pesticidi, le conseguenze potrebbero essere gravissime. E non possiamo più scontrarci con le furbizie e le furberie all’italiana».

Perché?

«Perché l’agricoltura biologica, quella che facciamo noi e per la quale investiamo in tutti i campi farmaceutici, è cosa seria e non cosa da sfigati come lo si vuol pensare. I campi delle coltivazioni non devono essere puliti, devono essere pulitissimi. Basta una molecola in più o in meno e le conseguenze, come le ho già detto rispondendo alla prima domanda, potrebbero essere inimmaginabili»

Dunque c’è l’ipotesi Marocco?

«Al momento la stiamo vagliando ma comunque operiamo già in altre parti del mondo. E non lo facciamo perché costa meno la manodopera. I nostri sono professionisti che girano il globo».

Quindi tutti i professionisti sono italiani?

«Assolutamente sì. Non produciamo oggetti. Noi creiamo medicinali»

Dottore dalle sue parole sembra di capire che il governo sia poco attento all’agricoltura biologica.

«No, il Governo è attentissimo. E’ la filiera che non funziona, mi riferisco ai controlli. i terreni, ripeto, devono essere perfetti. Il “volemose bene” di italiana memoria non dovrebbe essere applicato in nessun campo. Figuriamoci quello della farmaceutica».

Come è vista la sua esperienza negli altri paesi?

«Sicuramente siamo d’esempio. La nostra innovazione tecnologica ci ha portato ad avere un assetto che diventa fondamentale per le sperimentazioni future. Anche la collaborazione con Sanofi ne è testimonianza tangibile. Rappresentiamo una delle possibilità italiane di crescita nel mondo».

Grazie della disponibilità dottore e in bocca al lupo per il futuro

«Grazie a voi, buon lavoro»

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