Innovativi e sostenibilità spesa, convegno a Roma su nuovi paradigmi


Per domare la spesa farmaceutica ospedaliera – avviata verso un “rosso” che nel triennio 2014-2016 dovrebbe toccare i 3,8 miliardi di euro – occorre un cambio di paradigma, una nuova governance del farmaco che superi tetti di spesa e bilanci per compartimenti stagni. E’ l’indicazione che arriva dal workshop organizzato ieri a Rma da Motore Sanità in collaborazione con Federsanità Anci e Msd Italia. «Le sei patologie più importanti» ha ricordato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità «costano ogni anno ai Paesi europei mille miliardi di euro in cure. Dato che per gli esperti la spesa sanitaria è destinata a crescere annualmente del 20%, significa che in un decennio quelle stesse malattie comporteranno una spesa di 6mila miliardi. Non sarebbe fiscalmente sostenibile, urge quindi rivedere il sistema e l’Istituto lavorerà con l’Aifa per mettere in campo nuovi strumenti di governance. A partire da una revisione del concetto di innovazione terapeutica, misurata sui vantaggi reali per malati, medici e Servizio sanitario».

Perché il sistema sanitario regga all’ondata di farmaci innovativi che si intravede all’orizzonte, serviranno dunque nuove regole. «Occorrerà mettere mano, con saggezza, al sistema dei tetti di spesa separati tra farmaceutica territoriale e ospedaliera» ha detto Mario Marazziti, presidente della XII commissione Affari sociali della Camera. Anche perché il Fondo per i farmaci innovativi, confermato dalla Legge di Stabilità per il 2016 con una dotazione di 500 milioni di euro, rappresenta soltanto una copertura temporanea. «Occorre una revisione di tutta la politica del farmaco» è il parere di Emilia De Biasi, presidente della commissione Sanità del Senato «così come servirà reperire nuove risorse attraverso interventi sul Prontuario o risparmi ottenuti dall’implementazione dei servizi territoriali. A mio parere, si dovrebbe rivedere tutto il sistema di rimborso e una parte del payback potrebbe essere stornato e destinato al Fondo, così come i risparmi che si avranno dall’applicazione del Patto della Salute e delle nuove norme sulla medicina difensiva».

Ma dal convegno romano sono arrivate proposte anche più “coraggiose”. Per esempio, recuperare risorse per l’acquisto dei farmaci oncologici di ultima generazione con una tassa su tabacchi e auto. «Servirebbe un prelievo economico sull’insieme delle cause che determinano l’aumento degli inquinanti e delle polveri sottili» ha detto ancora De Biasi «tutto il Paese dovrebbe contribuire alla salute dei cittadini». Al di là di proposte specifiche, in ogni caso, serve davvero un cambio di paradigma. «L’attuale modello» ha osservato Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia «si sta dimostrando sempre più incoerente con le dinamiche della spesa farmaceutica: non ha più senso mantenere un tetto rigido sull’ospedaliera senza tenere conto dei risparmi prodotti in altre voci della spesa sanitaria. E’ tempo di identificare un sistema di governance che preservi l’universalità del diritto alla salute e la sostenibilità economica del Ssn, ma allo stesso tempo accresca l’attrattività del Paese per investimenti in ricerca e sviluppo».

fonte: FEDERFARMA


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