Ddl concorrenza, per Igiene e sanità paletti al capitale da rafforzare


I paletti con cui l’articolo 48 circoscrive la presenza del capitale nella titolarità delle farmacie vanno allargati e rafforzati. E a proposito di liberalizzazione degli orari e dei turni, all’articolo 49, sarebbe opportuno verificare «che l’obiettivo di incrementare i servizi all’utenza attraverso disposizioni di questo tipo sia effettivamente perseguibile». E’, in sintesi, quanto si legge nel parere sul ddl concorrenza – favorevole ma condizionato – espresso ieri in serata dalla commissione Igiene e Sanità del Senato. Un intervento che riassume gli orientamenti emersi tra i commissari in sede di discussione e ricalca da vicino il parere formulato prima di Natale dalla commissione Lavoro (sempre di Palazzo Madama).

Le convergenze spiccano soprattutto in tema di apertura al capitale: per cominciare, scrive la Commissione, «sarebbe opportuno mantenere un limite numerico esplicito alle farmacie acquisibili»; quindi, «in analogia con quanto previsto per le società di avvocati», sarebbe necessario stabilire che le società di gestione «debbano essere iscritte a un albo speciale e debbano essere caratterizzate da una partecipazione necessariamente maggioritaria di soci professionisti», ossia farmacisti abilitati all’esercizio della professione; per quanto concerne le incompatibilità, infine, andrebbe precisato «che la partecipazione alle società titolari della gestione di farmacie non può essere cumulata con l’esercizio di alcuna professione abilitata alla prescrizione di medicinali, per uso umano e animale», né con l’attività di «produzione, distribuzione, intermediazione e informazione scientifica nel settore farmaceutico».

Di estremo interesse anche le osservazioni con cui la Commissione “chiude” il proprio parere: per cominciare, si legge, ogni intervento in tema di servizio farmaceutico dovrebbe «tenere costantemente presenti natura e funzione del farmaco» che, «come evidenziato anche dalla Corte di Giustizia europea, si distingue sostanzialmente dalle altre merci per i suoi effetti terapeutici». Cruciale, infine, «tutelare il ruolo delle farmacie», che «non possono essere in alcun caso trattate alla stregua di una qualsiasi altra rete distributiva di merci», considerata anche «la necessità di assicurare la fornitura dei servizi in questione anche nelle aree disagiate e commercialmente poco attrattive» come piccoli comuni e zone rurali.

fonte: FEDERFARMA


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