Ddl concorrenza, Federfarma Servizi: no a incompatibilità con la distribuzione


Introdurre nel ddl concorrenza «eventuali incompatibilità tra gestione della farmacia e distribuzione intermedia del farmaco non risolverebbe alcun conflitto d’interessi», né risolverebbe «l’annoso problema della carenza dei farmaci».

E’ quanto scrive Federfarma Servizi, l’associazione che rappresenta le aziende della distribuzione di proprietà dei farmacisti, in un comunicato diffuso ieri per commentare il parere sul ddl espresso martedì dalla commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama: «Plaudiamo alla sensibilità mostrata dal gruppo verso il rischio che l’articolo 48 legittimi la creazione di posizioni dominanti nella distribuzione farmaceutica», spiega il comunicato, ma non c’è bisogno di alzare paletti tra proprietà della farmacia e distribuzione all’ingrosso, perché non sussistono rischi rispetto alla tutela del paziente come «già aveva compreso dieci anni fa il legislatore, quando nel d.lgs 219/2006 venne esclusa l’incompatibilità tra le due attività».

Si ripristinasse quel divieto, prosegue Mirone, «l’unico effetto che si produrrebbe è quello di sconvolgere l’intero sistema della distribuzione farmaceutica, garantita da decenni su tutto il territorio italiano dalla professionalità e impegno delle cooperative e società di farmacisti». Piuttosto, conclude il comunicato, andrebbero regolamentati «in modo più preciso i requisiti per il rilascio dell’autorizzazione alla distribuzione, così da evitare che accanto ai distributori realmente accreditati vi siano anche soggetti intenti a sottrarre farmaci al mercato nazionale per trarre maggiori guadagni dalla vendita all’estero».

fonte: federfarma


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