Ritardi nei pagamenti, i dati Farmindustria e l’osservatorio di Credifarma


ontinuano ad accorciarsi i tempi con cui le Regioni saldano fatture e pagamentiall’industria farmaceutica: a dicembre le attese si sono assestate attorno ai 106 giorni, 32 in meno rispetto a settembre, il che abbassa la media dell’ultimo trimestre del 20% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’8% sullo stesso periodo del 2014. I dati arrivano dall’ultima rilevazione di Farmindustria e sono stati anticipati martedì da Sanità 24: il credito totale vantato dai produttori farmaceutici ammonta a circa 2,3 miliardi di euro e in 18 Regioni su 20 si registrano dilazioni in calo.

Colpisce, in particolare, il confronto con il passato meno recente: nel 2011 i pagamenti avvenivano con un ritardo medio di 247 giorni, nel 2012 erano scesi a 211 e nel 2013 a 163. A livello regionale impressionano i recuperi di Lazio e Campania, che a dicembre riducono le attese rispettivamente di 59 e 86 giorni (su settembre), ma nella classifica dell’efficienza resta in testa l’Umbria (46 giorni per saldare le fatture) seguita dalla Valle d’Aosta (51) e dalle Marche (56 giorni). Più in generale, tutto il Nord mostra tempi che oscillano dai 62 della Lombardia ai 72 del Veneto e agli 87 dell’Emilia Romagna. Al centro migliora la Toscana (da 190 a 156 giorni) e al Sud si distinguono Puglia (89 giorni, erano 135 a settembre) e Basilicata (108). Giù in fondo la Calabria (243 giorni) e il Molise (712).

E le farmacie? «Il quadro che emerge dai dati di Farmindustria corrisponde al nostro» è la valutazione di Michele Di Iorio, presidente di Credifarma «tempi di pagamento in calo dappertutto. Ma in alcune Regioni, come Molise e Calabria, o in alcune Asl, come la Napoli 2, le attese rimangono ancora su livelli inaccettabili. E tenuto conto dell’erosione subita negli anni dalla marginalità delle farmacie, la capacità di tolleranza dei titolari si è ridotta drasticamente: 15 giorni, un mese al massimo. Non a caso, in questi giorni gli uffici di Credifarma si stanno preparando a far partire una raffica di decreti ingiuntivi».
Nei pagamenti alle farmacie, poi, pesa anche l’impreparazione sulla fattura elettronica, utilizzata dai titolari per il pagamento dell’integrativa e dei servizi professionali: «Ci sono Asl che hanno sospeso del tutto i pagamenti e solo da poco si sono rimesse più o meno in riga» spiega Di Iorio «cito ancora il caso della Napoli 2, dove a un certo punto si è arrivati a un ritardo di 12 mesi». E poi si dice che il tempo vola.

fonte: FEDERFARMA


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