Impatto nuovo ISEE su diritto allo studio universitario: Barni in audizione informale alla Commissione Cultura della Camera


“L’impatto del nuovo ISEE ha sicuramente ridotto la platea di coloro che hanno fruito delle borse per il diritto allo studio universitario” lo ha dichiarato la Vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni – referente per l’Università nell’ambito della Commissione Istruzione e Lavoro della Conferenza delle Regioni – intervenendo in una audizione informale convocata presso la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera. “Questo non si traduce in una critica alle nuove modalità di calcolo ISEE che anzi consentono di leggere meglio la ricchezza mobiliare delle famiglie e rivalutano la componente immobiliare, ma comportano una riflessione su una eventuale migliore taratura dei meccanismi. Sotto quest’ultimo profilo occorre considerare, ad esempio che in base alle ultime stime dell’IRPET (Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana) in Toscana il 34% delle famiglie che hanno richiesto le borse di studio nell’anno accademico 2014/2015 sono proprietarie di seconde case.

Ma il tema fondamentale – ha detto Monica Barni – è che si dovrebbe puntare ad un allargamento della platea degli aventi diritto con uno spostamento e un coinvolgimento maggiori verso le famiglie a basso reddito che invece, secondo i dati che ha prodotto oggi il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, non si avvalgono per niente delle borse di studio”.

La Vicepresidente della Toscana porterà il tema dell’impatto del nuovo ISEE sul diritto allo studio universitario all’attenzione della Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni per un  approfondimento puntuale. “E’ infatti utile – ha dichiarato Monica Barni – conoscere i diversi interventi compensativi adottati nelle Regioni”. A questo scopo la Vicepresidente della Toscana ha fatto riferimento ad azioni messe in campo o in corso di realizzazione, oltre che nella sua Regione, in Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Umbria, Puglia e Sardegna.

“Per quanto riguarda la Toscana e per fare un esempio significativo le domande per borsa DSU, nello scorso anno accademico, sono state 17.687 rispetto a 12.638 aventi diritto: una differenza di 5.050 unità di cui 1.850 sono soggetti che non hanno più il merito e 3.100 sono soggetti esclusi per motivi economici. Di questi ultimi 1.020 avevano usufruito della borsa per il diritto allo studio l’anno precedente. Anche per questi motivi nella nostra Regione – ha concluso Barni – abbiamo fatto ricorso al sistema della ‘borsa servizi’ con contributi aggiuntivi per studenti in sede, studenti pendolari e studenti fuori sede”.


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