Spera di non ammalarti, ma se ti ammali spera di non essere meridionale. Campagna choc dell’ordine dei medici di Napoli e Bari


Un messaggio che definire macabro sembra quasi un eufemismo. Una campagna lanciata dagli ordini dei medici di Napoli e Bari per far luce su una situazione, quella sanitaria, che nelle due regioni sembra essere divenuta di attenzione pubblica.

La campagna ha un messaggio preciso, inequivocabile: «Spera di non ammalarti, ma se ti ammali spera di non essere meridionale».

Una frase che riporta alla memoria uno dei temi di una delle alunne di Marcello D’Orta riportato nel celebre romanzo “Io speriamo che me la cavo”, nella quale la bambina diceva: «Se hai un tumore a Napoli muori, se vai a Svizzera (testuale, ndr), forse ti salvi o non muori proprio».

Oltre al messaggio una foto choc: una donna con gli evidenti segni di alcuni cicli di chemioterapia e un’altra frase: «Ho un tumore, se fossi norvegese potrei sopravvivere».

Il tutto è riconducibile ai tagli al sistema sanitario delle due regioni. Ne fa il punto della situazione il presidente Silverstro Scotti che dichiara alla versione on line del quotidiano Il Mattino: «Si ripropone una questione meridionale. Una questione che vede il Sud penalizzato in modo drammatico rispetto al Nord. Un definanziamento della sanità per tutto il Mezzogiorno che vede la Campania in prima fila. Se è vero che la Campania è la regione più giovane d’Italia questo non significa che sia la regione con il migliore stato di salute».

E anche se fosse non sarebbe giustificato.


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