Concorrenza, Gullotta (FNPI): «Parole Bersani colpiscono in pieno»


Sui farmaci il governo sta facendo una liberalizzazione al rovescio. È quanto ribadisce il presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, Davide Gullotta, riprendendo le parole pronunciate ieri ad Otto e Mezzo, dall’ex ministro dell’Industria e Segretario del Pd, Pierluigi Bersani.

“L’onorevole Bersani coglie nel centro”, dichiara Gullotta. “Lo ribadiamo da sempre: l’attuale ddl concorrenza non crea affatto concorrenza, ma piuttosto favorisce le lobby e la formazione di oligopoli. Il nostro auspicio e’ che il neo ministro Carlo Calenda sostenga la battaglia delle parafarmacie affinché sia valorizzato il professionista farmacista e non le mura dove il mestiere si esercita. Ad oggi la nostra professione e’ l’unica ad essere tramandata di padre in figlio, in un sistema dove non vale il merito ma solamente l’ereditarietà di una concessione statale”.
Per le parafarmacie dunque questo governo ha la possibilità attraverso l’azione del ministero dello Sviluppo economico di mettere mano a tutti i problemi della vita comune del cittadino dando quella scossa necessaria a dimostrare – una volta per tutte – da che parte stare.  “Il ministro Calenda”, conclude Gullotta, “valorizzi ancora di più il patrimonio lasciato dall’ex ministro Bersani, colui che che più di ogni altro ha fatto politica industriale in Italia”.
Bersani a Otto e Mezzo
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2 risposte a “Concorrenza, Gullotta (FNPI): «Parole Bersani colpiscono in pieno»”

  1. La frase con cui Gullotta conclude il panegirico su Bersani, definendolo “…. colui che che più di ogni altro ha fatto politica industriale in Italia”, lascerebbe non pochi perplessi nella valutazione delle “politiche industriali” compiute dall’allora ministro e, in ultima analisi, dalla sinistra italiana.
    Forse Gullotta dimentica che in politica non conta un uomo solo ma soprattutto tutti gli altri i quali, votandolo e appoggiando per convinzione o convenienza le “di lui proposte”, fanno da amplificatori alle “di lui promesse”, distorcendo spesso nel merito il contenuto dei “buoni propositi” urlati in periodo elettorale ai comizi. Tuttavia, come nel gioco del biliardo non si può essere virtuosi senza fare gioco di sponda, un comico non può fare a meno di colui che gli serva da spalla!
    E’ sempre così!
    E per convenienza Gullotta finge di esserne sorpreso.
    Dimentico che fu la sinistra prodiana a portarci in Europa, a simboleggiare l’Italia con l’immagine di una pizza, ad accettare supinamente che il marco tedesco si svalutasse di 600 volte nell’adozione dell’euro, a scambiare la lira in un rapporto doppio rispetto al valore reale, a svendere aziende importanti nazionali a concorrenti esteri di cui fu consulente, passando per la Cirio e Finmeccanica.
    Certo anche Bersani doveva dimostrare di essere un degno delfino di Prodi, come altri lo furono di Craxi, e quindi rispolverò Crispi redivivo, individuò in tassisti, farmacisti e benzinai il freno all’economia, finse di colpire banche e assicurazioni con la storiella della portabilità dei mutui e il rimborso diretto, giusto una carezzina per non passare da iniquo, … tolse però la tassa di ricarica sui cellulari!
    Tutti quindi son contenti, a sentir loro. Soddisfatti che a distanza di anni il paese il paese “riparte”!
    Si certo, con trolley anziché valige di cartone, per recarsi all’estero.
    E stavolta non sono poveri cristi affamati e senza cultura che dal Sud Italia espatriano nelle Americhe, ma laureati. Comunque sempre affamati e incazzati.
    Ma veramente Gullotta crede che il lavoro e la soddisfazione professionale la si crei sottraendolo a chi il lavoro ce l’ha con la discolpa che è stato ottenuto per privilegio?
    Il dubbio di generare ulteriori privilegi e il fraintendimento di liberismo per libertinaggio nemmeno lo sfiora?
    Quanti settori sono stati anzitempo liberalizzati con la motivazione della diminuzione dei costi per il consumatore e oggi, di fronte alla loro inconsistenza economica per restare nel mercato, si grida alle aggregazioni?
    L’ultimo caso?
    Le banche!
    Troppe e troppo piccole. Aggregatevi impone il ministro Padoan. Ma fino a qualche decennio fa non si cercava maggior pluralismo nell’offerta?
    Oggi ne pagano le conseguenze, sia per la scelleratezza delle decisioni di allora che per la mancata vigilanza di sempre, i risparmiatori; soprattutto quelli più deboli, pensionati, disoccupati e famiglie che si volevano proteggere.
    Con la distribuzione farmaceutica si sta concludendo lo stesso programma di romana memoria, il “divide et impera” di Filippo il Macedone.
    E per ottenere quanto promesso alle multinazionali che bramano da tempo quest’obbiettivo, troppo a sentir Pessina, si protrae ad alimentare polemiche sul passaggio generazionale di concessioni statali che, a ben guardare, stanno diventando un costo più che un utile in molte realtà regionali.
    Il fatto poi di vantare addirittura una sanatoria per la trasformazione delle para-farmacie in farmacie, la dice lunga sui “buoni propositi” a tutela dei pazienti.
    Come metamorfosi non c’è male.
    Ti crei il tuo bozzolo, ci passi un po’ di tempo dopo aver divorato quel che più ti è stato conveniente e scartato quanto di fastidioso e indigesto non gradivi, per poi proporti quale salvatore del SSN nelle vesti di una splendida farfalla.
    Se da ciò può nascere un nuovo movimento politico, lo si potrebbe chiamare farfallismo?
    Le farfalle son fortunate a non conservar memoria delle proprie origini e ignorare quanto breve sia la loro vita!
    Dr. Raffaele Siniscalchi

  2. Dubito che il Neo Ministro Carlo Calenda si riveli un paladino della concorrenza a scapito delle lobby.
    Primo perchè se gli è stata data quella carica, è stato fatto perchè in linea con Renzi, che in quanto a protettore di lobby non è secondo a nessuno, nemmeno a Monti che di banche e poteri forti se ne intende!
    Secondo perchè già la prima dichiarazione a favore del TTIP, che sarebbe una sciagura nazionale particolarmente per il nostro paese, non lascia ben sperare.
    Ed è una fortuna che paesi democraticamente molto più avveduti e trasparenti del nostro, sebbene abbiano molto meno da perdere di noi con il famoso, copiato, e invidiato Made in Italy, lo stiano bloccando e avversando in ogni modo.
    Non abbiamo ancora una classe politica capace, trasparente, onesta, pulita, perchè si possano avverare le giuste aspirazioni dei nostri giovani laureati, non solo Farmacisti, e di quanto auspicato dal Dottor Gullotta.
    E chissà se ce l’avremo mai.

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