Ambulatori della salute: si va avanti


La sintesi migliore l’ha fatta il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni, quando ha detto che “l’efficacia di un sistema sanitario non si misura in metri cubi, ma su possibilità, capillarità e reali necessità dell’utenza.”

In effetti il progetto degli ambulatori per la cronicità, attivi da due anni su Barge, Paesana e Frassino e da fine anno anche a Saluzzo, divenuti un servizio strutturato e in espansione nell’ambito delle attività territoriali dell’Asl CN1, sono uno dei migliori esempi, a livello regionale, dell’integrazione ospedale-territorio.

Se ne è parlato giovedi 15 febbraio a Saluzzo nel corso di una conferenza stampa, convocata per fare il punto della situazione con il direttore generale dell’Asl Francesco Magni, che ha ringraziato la Fondazione della Cassa di risparmio di Saluzzo, rappresentata dal suo presidente Giovanni Rabbia: “Senza il contributo della Fondazione non saremmo partiti, il vostro aiuto è stato fondamentale per avviare su questo territorio un progetto pilota di rilievo regionale.”

Gabriele Ghigo è il direttore del distretto di Saluzzo: “Le Case della Salute sono un modello organizzativo di assistenza integrata, rivolto a persone affette da patologie croniche, e serve per migliorare la qualità della vita ed evitare riacutizzazioni di malattia con conseguente ricovero in ospedale.”

In sostanza, rispetto all’esperienza del distretto saluzzese, si può parlare di una casa della salute “leggera”, funzionale a rispondere alla complessità dei bisogni. I soggetti coinvolti sono distretto, cure domiciliari, medici di famiglia, specialisti, con una buona valorizzazione della professionalità degli infermieri; le patologie seguite: diabete mellito di tipo 2, scompenso cardiaco e soggetti a rischio di scompenso, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

 

 

 

 

 

 

Matteo De Matteis è un medico di medicina generale che opera a Manta e Verzuolo ed è referente dell’équipe territoriale della Valle Varaita: “L’ambulatorio della salute è il centro della rete di diverse figure professionali che seguono i pazienti più cronici. Ottimo il rapporto con l’infermiere”.

 

I numeri finora sono confortanti e in costante crescita: nel 2016 sono stati presi in carico 81 casi complessivamente, nel 2017 174, nella prima parte del 2018 già 67. In tutto, oggi sono 240 i soggetti in carico. Altri numeri interessanti riguardano i “candidabili” alla presa in carico: 1161 per il diabete, 1418 sullo scompenso e 335 per la BPCO.

“Seguiamo le persone in maniera proattiva, anche con un’attività educativa rivolta alla popolazione”, conclude Ghigo.

Prosegue Anna Basso, responsabile della Direzione delle professioni sanitarie dell’Asl: “Il piano nazionale della cronicità ci invita a pensare a modelli nuovi. L’ambulatorio della salute si inserisce in questo ragionamento, va oltre il solito modello prestazionale, con una presa in carico a livello di équipe. C’è l’idea di stratificare interventi sulla base del bisogno con presa in carico mirata.”

Come dice Maurizio Delucchi, direttore della Medicina Interna dell’ospedale di Saluzzo e referente specialista per la BPCO, “il problema è la continuità della terapia: occorre fare la terapia e continuarla: due aspetti che, se osservati, portano alla riduzione dei ricoveri”.

Altro tema: il diabete mellito di tipo 2. Salvatore Endrio Oleandri è direttore facente funzione della struttura di Diabetologia dell’Asl: “Seguiamo oltre 20 mila pazienti in Asl, 5 mila solo nel distretto di Saluzzo. Contiamo ambulatori su tutto i territorio, da Borgo e Dronero fino a Mondovì, Ceva, Racconigi,  Savigliano, Saluzzo e Bagnolo. A Dronero abbiamo avviato qualche anno fa un progetto di telemedicina che ci permette di seguire 460 pazienti ricoverati in casa di riposo. Poi dobbiamo occuparci di diabetici che si trovano nelle tre case circondariali, nelle comunità montane e nell’Alta Valle.”

Anche a Saluzzo – come già a Savigliano-Fossano e Mondovì – partirà un ambulatorio dedicato alla retinopatia diabetica, un problema che può portare alla cecità. Spiega Oleandri: “Una semplice fotografia della retina, effettuata da un infermiere formato, ci consente di indirizzare alla visita oculistica solo chi abbia effettivamente bisogno di un esame accurato, in media un paziente su dieci, evitando in tal modo l’inappropriatezza.”

 

Infine, lo scompenso. Livio Correndo segue l’ambulatorio di Cardiologia di Saluzzo e parla anche a nome del primario Baldassarre Doronzo: “Lo scompenso sarà l’epidemia del terzo Millennio. Ci sono circa 8 mila  pazienti della Cuneo 1 affetti da questa patologia, i quali non devono essere seguiti esclusivamente in ospedale. Il fulcro per la gestione del paziente con scompenso a bassa complessità è il medico di medicina generale. A noi servono strumenti tecnici e di interazione con specialisti e l’ambulatorio della salute è la risposta giusta”.

A Saluzzo esiste già un ambulatorio di Cardiologia, con apertura due volte la settimana; si aggiungerà una terza giornata.


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