Farmacisti a corrente alternata – La posizione MNLF sui fatti di Brindisi


Romiti risponde a Gizzi

Dopo l’esclusione dal concorso per direttore di farmacia comunale di Brindisi dei colleghi che operano nelle parafarmacie e nelle farmacie ospedaliere e la relativa risposta alle critiche del Presidente Assofarm Gizzi che giustificava l’atto con la mancanza di competenze nella gestione amministrativa del magazzino, ecco la risposta del MNLF

In relazione alla “querelle” sul bando di concorso della Servizi Farmaceutici Brindisi s.r.l., la società che gestisce le farmacie comunali della città pugliese, per l’assunzione con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato di un farmacista direttore di farmacia colpiscono le parole del Presidente Assofarm Gizzi.
Fabio Romiti, V. Presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, spiega: ” con il Presidente dell’Assofarm Gizzi abbiamo condiviso in passato molte posizioni che tentavano di riportare all’interno della categoria unità d’intenti e una visione comune del cammino da compiere, cammino che aveva necessità di essere ‘ripulito’ da inutili e controproducenti egoismi. E’ per tale motivo che la  difesa d’ufficio in questa occasione appare incomprensibile.
E’ vero che per il ruolo oggetto del bando servono competenze precise, ma escludere, perché di questo si tratta, farmacisti che operano nelle parafarmacie e quelli ospedalieri appare del tutto ingiustificato.
Perché, invece di fare una sorta di selezione a priori, non verificare la sussistenza di tali competenze attraverso l’iter concorsuale? Troppo oneroso, troppo difficile?
Non crediamo, pensiamo che al contrario esaminare la sussistenza di tali competenze sia il modo migliore per operare la scelta più meritocratica possibile, l’unica.
Del resto, come è noto, anche il farmacista che opera nelle parafarmacie e quello nelle strutture ospedaliere deve necessariamente avere  responsabilità amministrative e sanitarie certamente non banali in termini di gestione dei magazzini di medicinali.
Dunque, spiega Romiti, il problema è proprio quello di riconoscere pari dignità indipendentemente ove il professionista opera.
Esiste una eccessiva discrezionalità assegnata dalla legge a queste società di gestione delle farmacie comunali. Discrezionalità che andrebbe rivista, perché il caso di Brindisi non è il primo e non sarà l’ultimo.
La professione di farmacista è una, bandi come quello di Brindisi non fanno altro che dividere la categoria in tante sottocategorie e di questo non ne abbiamo certamente bisogno.
Sorprende anche il silenzio della Fofi, che di farmacisti, tutti, dovrebbe difendere la possibilità di veder riconosciuto l’accesso a tali selezioni
Al Presidente Gizzi l’invito a lavorare insieme per superare queste anomalie e rendere uniforme su tutto il territorio nazionale il sistema di selezione più idoneo senza inutili sbarramenti. Non esiste ancora il farmacista a “corrente alterna”, esiste solo il professionista con la stessa laurea ed abilitazione.

 

 


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